Il Tornatora

Ranieri: “A Roma troppi musi lunghi”

di Redazione

Per alcuni è ‘pazzo’ Claudio e al Chelsea era conosciuto come il ”Tinkerman”. Ma non ho dubbi, Ranieri è un romano vero. Un cittadino orgoglioso della città di origine e Ranieri è anche un tifoso della Roma e fiero di esserlo. Ma è anche l’allenatore dell’Inter e quando la sua squadra giocherà all’Olimpico contro la Roma cercherà vendetta. E’ passato poco meno di un anno da quando è stato brutalmente allontanato dal club che ama. Ranieri ha iniziato ha lavorare con la Roma alla fine del 2009 riuscendo a compiere un piccolo miracolo. I giallorossi erano ultimi in serie A senza punti. In qualche modo Ranieri ha trascinato la sua squadra ai vertici del campionato sfiorando lo scudetto e la Coppa Italia perdendo contro l’Inter del ‘triplete‘ allenata da Josè Mourinho. E ‘stata una campagna davvero epica, ma per Ranieri è stata brutale, soprattutto in considerazione della guerra di parole con il suo ‘nemicoMourinho.

C’è solo un vincitore. ”In realtà, l’importante è vincere’‘, ho sentito lamentarsi alcuni di voi.

Ranieri ha questa reputazione piuttosto ingiusta che lo descrive, quasi sempre, come quell’allenatore che non riesce a vincere. E ‘una leggenda metropolitana (ha vinto titoli importanti con la Fiorentina e con il Valencia), ma si dice che sia bravo solo quando subentra in corsa.

E’ bravo, così  è stato riabilitato, ma spesso Ranieri si fa chiamare ‘il pompiere‘ . I pompieri ti vengono in aiuto, per spegnere le fiamme della crisi. Tuttavia, l’esperienza di Roma è finita davvero male. Nella sua seconda stagione la squadra andò male, nell’ ordine, le finanze erano sempre meno e mancava l’autostima. La Roma era in vendita ed è stata acquistata da uomo d’affari americano Thomas R. DiBenedetto. Ma prima che la nuova ondata di ottimismo e finanze ha colpito lo Stadio Olimpico, Ranieri si è dimesso – non aspettando la pallottola, per non chiedere qualsiasi tipo di compensazione finanziaria e con il cuore pesante di un uomo che si sentiva tradito dai suoi giocatori. Egli ammette:
“Dicendo loro che sarei voluto rimanere e combattere per la seconda stagione è stato ovviamente un errore. E’ stata una decisione di cuore. C’erano troppe pressioni, molti giocatori si lamentavano con la stampa. Un comportamento che doveva essere punito dal club. Musi lunghi e  interviste alla TV … si doveva procedere  ma non è successo niente. Non sono un personal trainer. Devo gestire 25 ragazzi della squadra. Chi sparla con cattiveria o pigrizia o per il bene soltanto di se stesso è assolutamente patetico. Sai che cosa penso davvero? La squadra aveva esaurito le scuse. Ogni giorno era “forse accadrà questo, forse questo ragazzo firmerà domani”, inoltre la notizia dell’americano atterrato nella capitale diffuse un caos totale. Roma si è schiantata e bruciata
“.

In molti apprezzano il fatto che Ranieri sia un uomo amabile, onesto e laborioso. Il suo motto è: “La dignità non si può barattare. La Juventus ha dovuto pagarmi per mandarmi via. Con Roma era qualcos’altro. Non sarebbe stato giusto fare una cosa del genere alla Roma”.

La sconfitta per 4-3 contro il Genoa è stata la sua ultima partita. La Roma perse 4-3 e come ha detto Ranieri: “Sono andato negli spogliatoi e ho ringraziato i giocatori, uno per uno. Era una cosa importante da fare“.

Questo fine settimana la Roma giocherà contro l’Inter rivitalizzata dallo stesso Ranieri. Come al solito Ranieri ha ereditato un pasticcio, ma l’ex allenatore giallorosso è riuscito a qualificarsi agli ottavi di Champions League, collezionando una vittoria dopo l’altra, ha sconfitto il Milan nel derby e ha rivitalizzato anche Diego Milito.

Il ‘Principe ‘ di San Siro era a corto di obiettivi, l’energia e credibilità, finché non ha incontrato Claudio. Dopo quella che Ranieri ha definito ‘pazza‘ notte contro il Palermo l’Inter è a solo otto punti dalla testa della classifica.

SMH.COM.AU