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Ranieri aveva detto: “All’inizio non piacerà”. Ma Gasperini si esalta nell’uno contro tutti

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Ranieri aveva detto: “All’inizio non piacerà”. Ma Gasperini si esalta nell’uno contro tutti
MILAN, ITALY - FEBRUARY 05: Claudio Ranieri, Head Coach of AS Roma, looks on prior to the Coppa Italia Quarter Final match between AC Milan and AS Roma at Stadio Giuseppe Meazza on February 05, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il Messaggero (D. Aloisi) – Personaggio scomodo, si dice. Spigoloso. In passato, mai tenero con Roma, qualcuno va ricordando, magari anche legittimamente. Gian Piero Gasperini è il tipico allenatore che non metterà mai d’accordo tutti, specie da queste parti. Su una cosa ci si ritrova: è bravo, innegabilmente. Che gli vogliamo dire? E questo tranquillizza i più, che accettano e vanno avanti, provando a pensare positivo. Il suo arrivo, se verrà confermato, non sarà gradito da tutti e questo lo aveva anticipato anche Ranieri durante quelle misteriosissime conferenze stampa. La speranza, sempre di tutti e sempre come ha riferito Claudio, è che quando andrà via darà un grande dispiacere a tutti, anche a chi verso di lui aveva mostrato un certo ostracismo. Staremo a vedere. Ma Gasperini, e chi lo conosce è pronto a giurarlo, questo tipo di ambiente non può che stimolarlo.

A lui piace farsi largo tra i dissensi, si carica, si diverte. E uno stimolo in più. La pace non è per uno come lui: tutti devono essere in tensione, calciatori, tifosi e giornalisti, lui per primo. Prende di petto situazioni, anche con atteggiamenti muscolari, risponde a chi lo attacca, non torna (quasi mai) indietro, ma a volte sì, è umano pure lui. Cerca correttezza dai giocatori e dalle persone che ruotano intorno alla squadra che allena, compreso il gruppo stampa che si affaccerà a Trigoria nei prossimi anni. A Bergamo hanno imparato ad amarlo pian piano, con il tempo, specie con quei risultati che ha sbattuto in faccia ai più ostili e l’ultima volta da allenatore dell’Atalanta, i suoi tifosi gli hanno dedicato uno striscione molto particolare, «Gasperini vattene.. a firmare il rinnovo». A Roma già sono partiti i contrari, che ricordano certi suoi atteggiamenti un po’ eccessivi contro la squadra giallorossa e soprattutto quella frase su Ndicka («è stata interrotta una partita per un codice giallo») dopo il suo malore a Udine. Gasp a distanza di un anno, magari, ha capito di aver sbagliato, di aver esagerato con quelle parole, e forse lo dirà alle prime occasioni in cui potrà parlare ufficialmente.

Roma è in grado di comprendere e perdonare, sempre perché davanti c’è la squadra e i suoi risultati. E qualcuno lo ha già fatto. Si è andati oltre: il bene della Roma conta più delle simpatie o antipatie per chi la guiderà. Perché Gasp sarà pure scontroso (non è Ranieri, insomma, caratterialmente), ma per tutti è un signor allenatore e i risultati parlano per lui. E dopo una cavalcata record firmata da Ranieri, ci vuole uno davvero bravo. E Claudio, che della Roma e dei suoi tifosi si è aletto garante, lo ha individuato.

Sta a lui dire di sì.