
Diego Perotti, attaccante della Roma, è stato ospite della trasmissione televisiva ‘Tiki Taka’, in onda su Italia 1. L’argentino ha parlato del derby e di Edin Dzeko. Queste le sue parole:
Com’è il lunedì mattina prima del derby? Inizia a salire l’adrenalina o il derby è ancora lontano?
“Il derby si sente già da un paio di settimane, te lo fanno sentire i tifosi per strada, ti dicono che si deve vincere. E’ stato importante vincere ieri, così siamo sopra di loro di un punto, quella di domenica sarà una bellissima partita che speriamo di vincere”.
Com’è giocare con Dzeko? Cosa è cambiato?
“E’ in un momento bellissimo, ciò che gli è successo l’anno scorso non era normale. Il problema di un attaccante spesso è non avere le possibilità di fare gol, mentre lui le aveva. Ora è in forma e dobbiamo approfittare del suo momento, sta facendo una stagione pazzesca”.
Come va servito Dzeko?
“E’ un attaccante alto, penso sia meglio mettergliela di testa, ma anche con i piedi è fortissimo, basta vedere quel gol strepitoso che ha fatto in Europa League. Ora abbiamo un ciclo di 3 partite difficili. Sarà importante perché i numeri che stanno facendo sono fondamentali”.
Con il Pescara troppa leggerezza nel leggere la partita?
“Può darsi, ma penso che si possono vincere anche partite del genere, che in altri tempi avremmo pareggiato o perso. Facciamo degli errori, è vero, ma per lo scudetto bisogna vincere anche partite come questa”.
Hai già segnato al derby…
“Il derby è una partita diversa, quello dello scorso anno era diverso perché la Lazio era più lontana mentre ora sono vicini a noi. Questa partita sarà diversa, il mio primo derby è stato speciale, ho segnato e abbiamo vinto 4-1 ma stavolta sarà diverso”.
Il rigore al Pescara, perché l’hai tirato in corsa e non da fermo? (domanda di Thomas Rincon, centrocampista del Genoa, ndr)
“La verità è che ho giocato con Bizzarri al Genoa, è uno che mi conosce più degli altri portieri. E dei portieri argentini ho un po’ paura, sono un po’ più bravi degli altri e ho cambiato proprio per questo”.
Il tuo gol di rabona?
“E’ un gesto tecnico che faccio quando penso che sia più complicato crossare con il sinistro. Non posso dire di aver cercato la porta in quell’occasione, sarebbe una bugia, chi ha giocato a calcio sa che è così ma mi resterà nel cuore come un gol di rabona”.
Cosa rappresenta Totti? Che tipo è nello spogliatoio?
“E’ un compagno di squadra bravissimo, devo ringraziare tanto il calcio per avermi fatto incontrare grandi calciatori come lui. Ho scelto il numero 10 in passato per giocatori come lui. Da piccolo vedevo questi giocatori, i numeri 10 sono i migliori e Francesco è uno di questo”.
Cosa ti ha raccontato tuo padre di Maradona? Non ti chiami Diego per lui, vero?
“Lo dicono sempre, ma non è così. Mi ha raccontato tante cose, per lui è stato un onore. Gli ha fatto vedere cose in partita e in allenamento che non sa fare nessuno e la prima convocazione in Nazionale è stata per merito suo. Insomma, ho giocato con Riquelme e Totti e mi ha allenato Maradona, il calcio mi ha dato tanto”.
Boca-River, il paragone con il derby di Roma si può fare?
“Penso di si, sono abbastanza simili. Quando giocavo al Boca ero infortunato molto spesso e non giocai quel derby, l’ho visto allo stadio da ragazzino. E’ una partita diversa, spesso anche pericolosa e questo fatto è un po’ brutto, in Argentina andare allo stadio è un po’ più pericoloso”.
Come si gioca il derby? Quanto tempo prima ci si inizia a pensare? Cambierà qualcosa nella tua preparazione
“Sicuramente è una partita. Già ieri quando l’arbitro ha fischiato la fine e dopo aver vinto questa difficile partita con il Pescara, nello spogliatoio già si parlava di domenica. Sappiamo che è importante non solo per noi, ma per la città e per i tifosi che amano questa squadra. E’ una partita diversa, magari non ci si vuole pensare ma te la mettono in testa. Da quando sono arrivato mi hanno detto che se c’era da vincere una partita era questa. Penso che per i tifosi e per noi è una partita diversa dalle altre, specie ora che siamo così vicini in classifica”.
Ti aspettavi una Lazio così in forma? Cosa ti fa paura?
“Paura no, ma hanno giocatori importanti e in forma come Immobile, Felipe Anderson, giocatori di esperienza come Biglia… Sarà difficile ma non abbiamo paura di nessuno, è una partita di calcio, giocheremo 11 contro 11 e dobbiamo solo mettere il pallone nella loro porta. Non ho giocato mai un derby con una così alta attenzione, a Siviglia quando giocavamo contro il Betis eravamo sempre molto distanti in classifica ed eravamo sempre avanti, non c’era tutta questa attenzione. Sarà una partita bellissima”.
Il tatuaggio del bacio?
“L’ho coperto con uno scarpino, qualcosa che mi rappresenta di più”.
Un secondo posto basterebbe alla Roma?
“L’ho detto anche un paio di settimane fa: quando ho fatto le visite mediche del pre-ritiro ho detto che dobbiamo lottare per lo scudetto e la penso ancora così. Siamo a -4 dalla Juve e ci dobbiamo ancora giocare. Abbiamo la squadra per vincere lo scudetto”.
Higuain?
“E’ fortissimo, ti assicura tantissimi gol. Non è mai facile quando arrivi in una squadra nuova, soprattutto in una come la Juve. Ma è uno dei migliori al mondo”.
Gasperini che tipo è?
“Sapevo che poteva fare questo, l’ha fatto anche con noi. Quando sono arrivato al Genoa mi avevano detto che ci dovevamo salvare. Poi siamo arrivati quinti e in UEFA. Abbiamo vinto contro Milan, Juve e Inter. Non mi sorprende quanto sta facendo con l’Atalanta, è bravissimo. Lui mi ha fatto rinascere, se sono in una grande squadra come la Roma è grazie a lui”.
Rincon?
“Se vuole cambiare squadra lo aspetto qua alla Roma. Voglio giocare con i migliori e lui è uno di quelli”.