CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – Pellegrini è un riferimento di questa Roma. Anche se il simbolo della leadership non è più sul suo braccio sinistro. Gasperini è stato chiaro fin dall’inizio: la gerarchia è determinata dalle presenze. E Lorenzo nella classifica dei primatisti insegue Cristante. Più dei numeri, però, contano l’impegno e pure una sincerissima devozione alla causa. “Non si doveva arrivare a questa situazione, ma non ho dubbi sul fatto che i calciatori in scadenza daranno tutto fino alla fine”, ha detto l’allenatore riferendosi appunto a Pellegrini, Dybala, Celik ed El Shaarawy, tutti senza contratto dal 1° luglio.

Lorenzo Pellegrini continua tuttavia a comportarsi da capitano: parla spesso a nome del gruppo, cerca di dare l’esempio pure fuori dal campo, aiuta i giovani a inserirsi ed è un riferimento per un allenatore che, inizialmente, pensava forse di non poter contare su di lui. Adesso spera nel rinnovo, anche se un accordo con la società ancora non c’è visto che la nuova filosofia di Trigoria è abbassare il monte ingaggi a partire da quei calciatori che guadagnano cifre fuori portata. E lui, coi suoi 6 milioni netti a stagione, rientra in questa categoria. Anche per questa ragione le voci di mercato, con il Newcastle alla finestra dopo il tentativo estivo del West Ham, stanno crescendo di intensità.

Questa squadra è nata senza Pellegrini, eppure oggi pare non poter più fare a meno della sua duttilità. Dopo la lesione al bicipite femorale sinistro di fine dicembre il numero 7 è sempre sceso in campo. In un solo caso il tecnico lo ha lasciato fuori dall’undici, contro il Milan. In tutte le altre gare è stato schierato dall’inizio, ad Atene persino da prima punta. Non sempre, va detto, ha giocato grandi partite. Contro il Cagliari, ad esempio.

Nell’ultimo periodo Pellegrini sta faticando più del previsto a incidere in zona gol, per il tecnico però è diventato necessario a garantire gli equilibri tattici. Così al 29enne viene richiesto di dare una mano a centrocampo e in più di trasformarsi nel regista delle trame offensive della trequarti, rifornendo Malen e Soulé. A Napoli, in una partita fisica e tattica, potrebbe contribuire alla fase difensiva molto più dei funamboli Dybala e Zaragoza.