Dopo un primo tempo decisamente brutto, i giallorossi segnano con Osvaldo (su assist di un eroico Rosi) e poi trovano velocità e fluidità di gioco, sfiorando più volte il raddoppio. Gli emiliani, trascinati da Giovinco, sprecano il pari con Biabiany.
Chissà se qualcuno ci avrebbe scommesso, alla vigilia. Certamente non dopo l’inguardabile primo tempo di questa sera. E invece al Tardini, nella ripresa, si sono visti sprazzi di vera Roma, che sono bastati per aver ragione di un Parma ostico, grintoso e mai domo (però sprecone).
ANDAMENTO LENTO — La Roma prende subito in mano il gioco. Inizialmente con un fraseggio lento e arretrato, poi, col passare dei minuti, alzando progressivamente il proprio baricentro, ma sempre con un tiqui-toque molto rallentato. Il Parma però non sta a guardare, riparte spesso in velocità e anzi le prime occasioni vere sono sue, attorno al quarto d’ora: inaugura Lucarelli di testa su corner mandando fuori di poco, poi tocca a Giovinco gonfiare l’esterno della rete con un bel diagonale al volo di sinistro. Quindi riparte l’elaborata manovra della Roma, con De Rossi centromediano, Josè Angel vivace sulla sinistra, Totti in posizione più da trequartista che da punta (nonché spostato a destra) e la coppia Borini-Osvaldo più avanti. Di fronte a questo insistere sui passaggi orizzontali il Parma ha buon gioco nel chiudersi davanti alla sua area e a ripartire appena può. Così Totti capisce che l’unica è provarci dalla distanza e lo fa verso la fine del tempo costringendo Mirante a deviare sul palo (con Osvaldo che non riesce a ribadire in rete sulla respinta). Ma un primo tempo non propriamente esaltante finisce con l’inevitabile 0-0.
ALTRO PIGLIO — Al rientro in campo le squadre si presentano con un altro spirito. C’è più aggressività e dopo pochi minuti ne fa le spese Rosi prendendo una testata da Burdisso. Si temono implicazioni cervicali ma invece è qui che il terzino romanista vive il suo momento epico: stringe i denti, chiede di rientrare e il primo pallone che tocca è un cross millimetrico da destra per Osvaldo che schiaccia di precisione, angolato sul primo palo a spiazzare il portiere. Da lì in poi si vede un’altra Roma: aggressiva nel pressing, ancora pericolosa con Osvaldo e Totti e finalmente veloce e “alla Luis Enrique” nel tiqui-toque. Dal canto suo, il Parma ci prova generosamente, Giovinco è sempre pericoloso ma l’unica vera occasione viene sprecata da Biabiany. Colomba gioca anche la carta Crespo, ma l’argentino si fa male dopo pochi minuti: tocca a Ze Eduardo. Così è Zaccardo a portare l’ultimo brivido a Lobont: viene lasciato tutto solo e libero di girare di testa un cross di Modesto ma la mette tra le braccia del portiere. E la Roma porta a casa un risultato che potrebbe segnare la svolta.
La Gazzetta dello Sport –  Pier Luigi Todisco