Panatta: “Alla Roma è servito un periodo di assestamento per trovare i meccanismi. Di Francesco è un bravissimo allenatore”

di Redazione

L’ex tennista italiano, Adriano Panatta, è intervenuto ai microfoni de La Signora in Giallorosso, in onda su Tele Radio Stereo. Queste le sue parole:

Come vedi questa ripresa della Roma?
All’inizio ha avuto qualche difficoltà, sono cambiati molti giocatori. E’ servito un periodo di assestamento per i meccanisimi e assestare i ruoli dei suoi giocatori. Di Francesco è un bravissimo allenatore, ma quando dal centrocampo vanno via Nainggolan e Strootman, sostituirli non è semplice, anche perchè hanno determinate caratteristiche. Quelli che sono arrivati hanno qualità diverse.

Le partenze hanno inciso anche a livello di spogliatoio?
Lo spogliatoio è sempre stato un punto fermo, quelli che hanno più esperienza e carisma si fanno sentire. L’allenatore deve affrontare queste problematiche, l’aspetto psicologico è tra le cose più importanti.

Il ritiro che cosa fa scattare in uno sportivo?
Noi non avevamo ritiri punitivi, servono per stare insieme, parlare di problematiche, ritrovare concentrazione. Un ritiro di un paio di giorni non fa mai male, pur giocando molto spesso. In certe occasioni è utile, non deve essere visto come punitivo. I primi a essere contenti di fare risultati devono essere i giocatori, quindi se il ritiro serve devono farlo volentieri, non è un grosso sacrificio. Sono un paio di giorni, sono giovani è anche bello che stiano tra loro. Se vogliono uscire la sera cambiassero mestiere.

Nel tennis lo stress molto più alto…
E’ uno sport individuale, se giochi male perdi, nello sport di squadra nella giornata in cui non stai bene i compagni ti aiutano. La gestione dello stress dipende dalle caratteristiche personali.

Iturbe non lo ha retto lo stress…
Sì ma dove gioca ora? Se avesse avuto qualità non sarebbe finito in Messico.

Come si affronta un campionato in cui la Juventus parte sempre favorita?
Te la devi giocare uguale. Il calcio a volte ha riservato sorprese pazzesche, uno deve fare il suo e dare il massimo. Io cercavo di vincere contro chiunque, altrimenti sarei andato al cinema. La Juventus è più forte, ha più soldi e lo stadio.

Quando si parte male si dà colpa all’allenatore. Nel tennis come funziona?
Nel tennis non c’è l’allenatore in campo, io ai tempi neanche ce l’avevo quando facevo i tornei. Con l’allenatore puoi discutere la tattica e sbagliarla, ma un giocatore se ne accorge in campo se la tattica è sbagliata. L’unico allenatore del tennista è il tennista stesso.