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Palo! Fuori

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Palo! Fuori

Corriere dello Sport (R.Maida) – C’ è un filo sottile che divide il bene e il male. Nell’amara metafora di Eusebio Di Francesco al termine di una partita assurda c’è l’umore della Roma all’indomani dell’eliminazione dalla Coppa Italia. Perché è giusto parlare di turnover, di errori, di incomprensioni e di superficialità, ma la storia del calcio è piena di se. Se la traversa di El Shaarawy, se il palo di Schick… «Palo dentro, palo fuori: fa tutta la differenza del mondo. Stavolta fatemelo dire che siamo stati sfortunati» ha chiarito l’allenatore in sala stampa. In effetti per la Roma sta diventando un’abitudine scontrarsi contro il legno bianco, il legno vivo, il limite. In 23 partite stagionali ne ha colpiti già 16 tra campionato e coppe, più di qualunque altra squadra italiana. E se parliamo solo della Serie A, con una partita da recuperare la Roma è già arrivata a 13 in 16 giornate, almeno due in più di chiunque altro: seconda nella classifica delle spigolate è l’Inter a quota 11.

PRODUZIONE – Si tratta di un dato molto significativo, perché distonico rispetto alla classifica dei tiri in porta: la Roma, che ha il sesto attacco del campionato, è quarta per numero di tiri verso la porta (226) e quinta per tiri nello specchio (128). Nel primo caso viene dietro Napoli, Milan e Inter; nel secondo la precede anche la Juventus che è seconda in fatto di precisione dei tiri. Evidentemente quindi i millimetri stanno facendo la differenza perché per numero di legni colpiti il Napoli è al sesto posto con 6, meno della metà della Roma con una partita giocata in più.

ODISSEA – Prima della Coppa Italia, la Roma aveva invocato il diritto a protestare contro il destino tre volte alla seconda giornata contro l’Inter, con il trio di malcapitati Nainggolan-Kolarov-Perotti che non è riuscito a chiudere la partita (al resto avrebbe pensato l’arbitro Irrati negando un rigore a Perotti prima della fragorosa rimonta interista) per colpa di pali e traverse. Hanno proseguito nelle settimane successive Cengiz Ünder (Verona), Dzeko (Benevento, Napoli e Crotone), ancora Perotti (Udinese), ancora Nainggolan (Atletico Madrid), ancora Kolarov (Crotone) più Fazio (sempre con il Napoli), Strootman (Genoa) e Pellegrini (Spal). -4. Il totale, conti alla mano, è costato almeno 4 punti in campionato: 1 con l’Inter e 1 con il Napoli – due scontri diretti – e 2 con il Genoa. Riscrivete la classifica e fate bene i conti: con un po’ di fortuna in più la Roma sarebbe salita in cima, o quasi.