Pallotta tuona: “Sullo stadio i tifosi devono farsi sentire”

di Redazione

Il tweet è arrivato alle 19.30 italiane, quando a Boston in molti avevano finito da poco di pranzare, essendo da quelle parti le 14.30. Ma chissà se a pranzo c’era andato anche James Pallotta, visto il tweet a dir poco polemico verso l’amministrazione comunale di Virginia Raggi. Il tema è lo stadio, con il presidente della Roma che ha di fatto chiamato all’adunata i tifosi giallorossi: «Ho inviato da Boston importanti membri che si occupano dello Stadio della Roma sperando in un progresso. Ma al Comune erano troppo occupati per incontrarli. Forse un grande investimento e tanti nuovi posti di lavoro non sono così importanti. Se i tifosi vogliono lo stadio, devono sollecitare un intervento». Ma perché Pallotta ha fatto questo passo? I suoi tre uomini sono arrivati a Roma lunedì per approfondire alcune questioni con il Comune (ieri parere negativo della Commissione Sport sulla delibera Grancio-Fassina per l’annullamento della pubblica utilità). Gli ispettori dovevano arrivare una decina di giorni fa, ma le feste e i ponti (25 aprile e primo maggio) hanno posticipato lo sbarco. Cosa che, già di per sé, aveva innervosito il presidente. Che poi è esploso perché i suoi uomini da lunedì non sono ancora riusciti ad incontrare chi di dovere e forse non ci riusciranno neanche fino a giovedì, giorno in cui torneranno negli Usa. E la cosa non è piaciuta a Pallotta. E gli ha fatto nascere ulteriori timori sull’iter e sugli eventuali tempi per l’approvazione della variante e della convenzione urbanistica che dovrebbero essere l’ultimo step formale verso lo stadio di Tor di Valle. Ora, quindi, secondo Pallotta tocca ai tifosi pressare le istituzioni. E la gente? Ieri si è divisa sul tweet. C’è chi ha incitato Pallotta ad andare avanti nella sua battaglia e chi, invece, gli ha rinfacciato a brutto muso il momento attuale di squadra. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.