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Pallotta al veleno: «Senza stadio Roma a un nuovo proprietario»

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Pallotta al veleno: «Senza stadio Roma a un nuovo proprietario»

La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) Fischiatissimo: prima, dopo e durante. Ogni volta che appariva in video, quando ha premiato Francesco Totti abbracciandolo e anche nel momento in cui si è messo la maglietta del capitano giallorosso. Pallotta in cuor suo se lo aspettava ma forse sperava anche di vivere momenti diversi. Ed invece ha avuto ancora una volta la riprova di quando la gente romanista non sia per niente affezionato a lui. E forse è anche per questo che a fine partita, in zona mista, era nervoso, agitato. Di certo non sereno.

STADIO E SPONSOR – E allora via, subito l’affondo sul tasto che gli preme di più. Non la Champions, ovviamente, ma lo stadio, l’ombelico del suo interesse romanista. «Se non avrò lo stadio entro il 2020, la Roma avrà un nuovo proprietario», la minaccia neanche molto velata del patron giallorosso. Sempre che poi minaccia sia, nel senso che qualcuno la interpreta anche come l’esasperazione per un percorso da sempre irto di ostacoli da superare, uno dietro l’altro. «Il 15 giugno dovremmo avere nuove notizie sullo stadio, dovrebbe essere pronto nel 2020 – dice il presidente della Roma –. Altrimenti il club avrà un altro proprietario, perché non mi vedrete più da queste partite e tornerò a casa». Poi il passaggio sul main sponsor, che manca oramai dalle maglie giallorosse da circa 4 anni. «Vedremo con chi dovremo chiudere. Abbiamo molti tifosi all’estero, in Indonesia ho visto anche 20mila persone insieme cantare l’inno della Roma. È stata una cosa incredibile e anche in Cina stiamo facendo delle grandi cose».

SOLITE POLEMICHE – Poi l’attualità e cioè Spalletti e Totti: «Dell’allenatore non dovete dirmelo voi», risponde Pallotta stizzito ad un cronista che gli aveva chiesto novità sulla panchina giallorossa. «E rimpianti con Francesco non ne ho. Negli ultimi 18 mesi abbiamo parlato molte volte, ma non lo diciamo certo alla stampa. È frustrante leggere ed ascoltare molte cose, molte cavolate. Francesco vuol dire così tanto per Roma, quando decideremo cosa fare con lui lo diremo». Il che, in buona sostanza, vuol dire che la Roma ad oggi deve ancora decidere, capire. Poi Pallotta ha proseguito nel suo affondo contro la stampa, oramai un must dalle parti di Trigoria: «A me la partita non è piaciuta, ma sono molto felice del raggiungimento del secondo posto. Voi (i giornalisti, ndr) non avete mai fatto notare la mancanza di un calciatore come Florenzi e non avete mai considerato che la Juventus ci è arrivata davanti solo di quattro punti. Con Florenzi sarebbe stata tutta un’altra cosa al termine della stagione. È un grande giocatore, non se ne parla abbastanza. La sua è stata un assenza gravissima». Tradotto, per Pallotta con Florenzi la Roma avrebbe vinto probabilmente lo scudetto. Questione di punti di vista. Come tante volte nei concetti espressi qua e là da Pallotta.