Osvaldo in flessione, Pjanic in crescita. Chi scende e chi sale, come accade, durante un’annata, in tutti i club. Dunque senza drammatizzare in un caso e senza entusiasmarsi nell’altro. Dal derby in poi è cambiata la stagione per i due campioni giallorossi. L’italoargentino non segna da tre partite, il bosniaco è da due titolare e la Roma fa l’enplein.
Osvaldo rimane un punto fermo per Zeman: è il centravanti titolare, 7 gol già realizzati in questo torneo e 10 stagionali se si contano anche i tre con la nazionale. Un problema alla caviglia ne ha fiaccato il rendimento. Non ha le stesse certezze Pjanic che solo da due gare ha di nuovo il posto fisso, anche perché il boemo non lo considera indispensabile. Il rientro nel derby con il gol che poteva riaprire la gara, la rete al Torino nel match successivo e la conferma a Pescara. I due successi di fila della Roma coincidono con la sua presenza in campo dall’inizio. Tra i due incontri, il no del bosniaco al Tottenham che lo vuole dall’estate scorsa. Il club giallorosso, al momento, respinge anche il Barcellona che offre 25 milioni. Il bosniaco chiuderà qui la stagione e poi tirerà le somme.
Tornando a Osvaldo, il centravanti anticipa quella che sarebbe la sua possibile reazione il giorno in cui scoprisse un suo compagno colpevole di essersi venduto una partita: «Quanto succede nello spogliatoio deve restare lì. Io non faccio il delatore, ma non mi volto. In silenzio, lo ammazzo di botte».
Il Messaggero – Ugo Trani