Ora il Faraone cerca consensi

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Corriere dello Sport (R.Maida) – Esiste un confine virtuale tra il centro e la periferia, tra il marginale e il fondamentale. Stephan El Shaarawy ci sta passeggiando sopra dall’inizio di questa bislacca stagione, cominciata nel balletto delle aspettative ma non ancora soddisfacente. Adesso il destino gli offre la possibilità di spostare quel confine, rendendosi indispensabile per Spalletti: per almeno tre partite la Roma difficilmente se ne priverà, avendo perso l’altro uomo della fascia sinistra, cioè Diego Perotti. Da domani, in coppa contro l’Austria Vienna, El Shaarawy scatta dai blocchi di una nuova partenza. Duecentosettanta minuti per non sentirsi più una riserva.

CONFRONTI – E’ stato acquistato dal Milan per oltre 13 milioni dopo i cinque mesi meravigliosi che gli avevano consentito di cancellare la precedente macchia: un semestre a Montecarlo con un allenatore, Jardim, che lo ignorava o, nel caso, lo schierava come attaccante centrale. A Roma, con Spalletti, El Shaarawy si è presentato con un gol di tacco, tanto per svelare che non aveva smesso di essere un calciatore di livello. E dopo la magia contro il Frosinone aveva infilato altre sette reti nel girone di ritorno, spingendo la Roma alla conquista del terzo posto alla media di oltre un gol ogni due partite, in rapporto ai minuti giocati: su 16 presenze, aveva giocato 14 volte dall’inizio.

ESTATE – Ma qualcosa è cambiato dopo l’Europeo, che si era meritato proprio grazie al rendimento con la Roma e che non gli ha lasciato nemmeno una fetta di gloria. Ripresa la preparazione in ritardo, ha trovato una squadra diversa e un allenatore deciso a rilanciare il centravanti puro. Ecco, si può dire che sia stato Dzeko a togliergli il posto più di Perotti, che è stato anzi un ottimo partner nell’attacco veloce che non contemplava la necessità di un “nove” in senso compiuto. Fatto sta che El Shaarawy non ha giocato nemmeno un minuto nel doppio preliminare di Champions League contro il Porto. E in campionato, ancorché sempre utilizzato, si è visto solo quattro volte dal primo minuto e in tre casi è stato sostituito prima del 60’.

NUOVA VITA – Nell’unica circostanza in cui è rimasto in campo dall’inizio alla fine, contro il Crotone, ha firmato un gol (festeggiato con un gesto di stizza) e un assist. E’ da lì, o dalla buonissima partita di Plzen nella quale si è procurato il rigore poi segnato da Perotti, che El Shaarawy conta di recuperare terreno. Non solo agli occhi di Spalletti, del quale ha accettato le scelte con professionalità, ma anche del ct Ventura, che dal primo giorno ha chiuso le porte agli esterni d’attacco (anche Berardi e Insigne, per dire) per ragioni tattiche. Non ha mai chiesto di essere ceduto, anche perché vive bene la sua giovinezza da single nell’appartamento del Torrino, né pensa con frenesia al mercato di gennaio. Vorrebbe giocare di più, evidentemente, e adesso ne avrà facoltà. Se tornerà il giocatore che la Roma ha ammirato da gennaio a maggio, nessuno gli ruberà spazio sulla fascia sinistra.

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