Il Tempo (Nati il 7 giugno) – Saranno giorni in cui ai cani verrà tolta la museruola, questo il messaggio profetico pervenutomi poco dopo la conclusione di una partita che non avremmo dovuto perdere ed invece abbiamo perso. Non avremmo dovuto perderla, non solo, perché il risultato di venerdì aveva riacceso una flebile fiammella, ma principalmente per tenere a debita distanza il Napoli che, giustamente, ambisce a soffiarci il secondo posto. Invece, come spesso è capitato, contro le squadre che si arroccano in un catenaccio da degni epigoni del Padova di Nereo Rocco, la Roma si smarrisce e si abbatte alla prima difficoltà. Che gli avversari fossero quelli della provincia, non aggiunge e non toglie nulla alla delusione del risultato. E’ stata la stessa provata contro i granata, l’Atalanta all’andata o il Napoli al ritorno. Fin da giovane, quando loro frequentavano quasi perennemente il campionato cadetto, li ho considerati per quello che sono: una squadra ed una tifoseria in grado di gioire solo sulle nostre disgrazie, come Valerio Mastrandrea ci ricordò in una poesia memorabile.

Quello che non sopporto, invece, è il guaire di chi si era acquattato nell’ombra, pronto ad azzannare il corpo colpito della Maggica. In troppi hanno gioito al triplice fischio finale di un arbitro che, per la prima volta nella storia, era stato anche benevolo nei nostri confronti. Via Spalletti, via quello scimunito di Dzeko (in settimana diventato anche croato, secondo un quotidiano), via Pallotta che risponde a chiunque, non si azzardi quel minus habens di Franco Baldini ad operare per la Roma, via Baldissoni. Formiamo un comitato composto dalle firme più prestigiose, dagli opinionisti più ascoltati, unici in grado di riportare alla luce una società che, VERGOGNA, è arrivata due volte seconda, una terza e quest’anno si vedrà. P.S. Comunque, cari sepolcri imbiancati, state sereni. Solo quattro partite, poi, come già ipotizzato lo scorso anno, la Roma sparirà, dopo aver ceduto tutti i suoi pezzi pregiati, che passeranno a quelle società che ancora non si sono messe in regola col FFP.