Il Tornatora

Nainggolan: “Sono sempre stato convinto delle mie capacità. Europei? Non temiamo nessuno”

di Redazione

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Radja Nainggolan, centrocampista della Roma, ha rilasciato un’intervista al mensile Panenka. Queste le dichiarazioni del belga:

Hai 27 anni. Come credi che si sia evoluto il tuo calcio?
Sono arrivato in Italia da giovanissimo. All’inizio è stato molto difficile: una nuova lingua, un gioco diverso… una nuova vita insomma. Ho passato quattro anni e mezzo a Piacenza ed in seguito sono stato ingaggiato dal Cagliari. Ma sono sempre stato convinto delle mie capacità. Per questo non mi sono lasciato sopraffare dai dubbi.

Adesso giochi nella Roma. Dove ti trovavi quando sono stati sorteggiati i gruppi di Euro 2016?
Ero in aereo con la squadra, direzione Napoli. Quando ho saputo quali fossero le nostre avversarie, ho scherzato con i miei compagni di squadra italiani. Con la squadra che abbiamo, non dobbiamo temere nessuna nazionale.

L’Italia è tatticamente superiore?
Credo di sì. La Juve ha eliminato il Real Madrid nell’ultima Champions League grazie alla loro grande forza tattica. E noi col Belgio abbiamo vinto un’amichevole a novembre contro l’Italia solo grazie a tre azioni individuali, non grazie al gruppo.

Attualmente siete al primo posto nel ranking FIFA. Vi sentite i favoriti per la vittoria di Euro 2016?
Questo è quello che ci si aspetta da noi, ma vedo la Spagna, la Germania e la Francia un passo più avanti di noi. Siamo nella top-5. E se li affronteremo nei quarti o in semifinale, sarà molto semplice: o noi, o loro.

Il gioco dei ‘Diavoli Rossi’ è stato criticato dalla stampa, ed il CT Wilmots è rimasto sbigottito.
Sono cose dei giornalisti. Se vinciamo tutte le partite per 1-0, tu credi che ci criticheranno per aver giocato male? Te lo dico io, no: saranno tutti a festeggiare in piazza.

De Bruyne è stato il leader delle qualificazioni ai Mondiali in Brasile. Tu lo sei stato per quelle ad Euro 2016.
Penso di essere stato fuori dal gioco della squadra fino alla partita contro la Francia, in cui ho segnato. Da quel momento è salito una specie di hype nei miei confronti. Meglio così. Durante i Mondiali non facevo altro che chiedermi, da casa, come potevo mai riuscire a trovare spazio in questa nazionale.