Nel giorno dei saluti a Luis Enrique, Totti dà il benvenuto a Montella. Succede a Santa Severa, a 50 chilometri dalla Capitale dove la Roma ieri a pranzo ha salutato il tecnico spagnolo e il suo staff. «Abbiamo sempre detto che se fosse rimasto Luis Enrique saremmo stati contenti, ma ha preso questa decisione e dobbiamo cambiare — dice il capitano giallorosso — Montella troppo amico dei giocatori? Ha un bel carattere ed ha già dimostrato nei 4 mesi di Roma di non guardare in faccia nessuno, visto che mi ha messo subito fuori…».
PASSAGGIO DI CONSEGNA. La Roma, dunque, ha salutato Lucho. «Ci ha lasciato l’umanità e il rapporto con i giocatori, mettersi a disposizione di una squadra è una grande cosa — continua Totti — La stagione è andata come nessuno si aspettava, da luglio speriamo di fare meglio». Come ha sottolineato De Rossi (ridotta con un intervento in anestesia locale la frattura al dito destro, porterà un tutore per tre settimane), serviranno (altri) grandi investimenti. «Sono anni che lo dico, ma dite sempre che sono matto!», chiude Totti. E mentre a Santa Severa si festeggiava, Montella era ad Agrigento per un’amichevole del Catania. Pulvirenti ieri ha fatto salire il livello delle schermaglie dialettiche («Lo considero ancora il nostro allenatore per il prossimo anno, il suo addio mi deluderebbe. Se poi mi dirà di voler tornare a Roma, vedremo…»), ma è il gioco delle parti. Il presidente etneo sa come andrà a finire e cerca di capitalizzare al massimo l’eventuale offerta della Roma. Che potrà sbloccare la situazione acquistando un giocatore etneo (Gomez o Spolli, soluzione favorita dal Catania) o cedendo in comproprietà un giovane (Crescenzi, Piscitella e Stoian gli indiziati, ma potrebbe essere anche Florenzi).
Gazzetta dello Sport – Andrea Pugliese