Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – Il suo primo giorno ufficiale non sarà dimenticato facilmente e appena conoscerà meglio l’italiano (che già capisce), prenderà le redini della Roma. Il nuovo direttore sportivo Monchi si presenta con idee chiare e personalità, si assume le responsabilità di chiudere l’era di Totti come non aveva fatto nessuno, tiene in piedi la conferma di Spalletti, annuncia praticamente il rinnovo di De Rossi. E mette idealmente un cartello sul cancello di Trigoria: «Qui non c’è scritto si vende, ma si vince». Ma l’argomento del giorno è l’ufficializzazione dell’addio di Totti. Senza se e senza ma. Il futuro del capitano è ormai delineato, le prossime saranno le ultime quattro partite da calciatore per Francesco con la maglia giallorossa. Monchi annuncia un finale già scritto: «Sono arrivato da una settimana e quello che so è che già è stata presa una decisione da diverso tempo, un accordo chiuso che prevede che quest’anno termini il suo percorso da calciatore della Roma per cominciare poi a lavorare da dirigente». Monchi vorrebbe Totti al suo fianco: «Io voglio guardare avanti e chiedo che Francesco sia il più possibile vicino a me per imparare cosa è la Roma, perché lui è la Roma. Chiedo quindi che mi stia vicinissimo, ovviamente se lui lo vorrà». Diverso il discorso di De Rossi, che Monchi semplifica decisamente: «Con Daniele la voglia e l’interesse reciproco è il medesimo, ovvero continuare insieme. Dovremmo quindi essere particolarmente imbranati per non riuscire a trovare un accordo», assicura Monchi, che nei prossimi giorni dovrebbe incontrare il procuratore del centrocampista.

ALLENATORE – Il direttore sportivo poi tiene in piedi la conferma di Spalletti, che comunque sembra sempre intenzionato a lasciare: «Vi svelo un segreto, uno dei motivi che mi hanno spinto ad accettare la Roma è stato proprio la presenza di Luciano. Avevo voglia e entusiasmo di lavorare con lui, lo considero un allenatore molto importante. Conservo quindi la speranza che possa restare con noi. Vedremo se riuscirò a convincerlo. Ma in questo momento non vogliamo distrarci, perché quello che conta sono Milan, Juve, Genoa e Chievo, le ultime partite». Se non dovesse restare Spalletti si rivolgerà altrove, sperando che Emery si liberi dal Psg. Lo spagnolo vorrebbe replicare il modello Siviglia a Roma: «Questa società è molto ambiziosa. Sono convinto che in questo club ci siano enormi possibilità per crescere, entusiasmarci e sognare. Il mio messaggio è questo: i tifosi romanisti meritano di vedere i propri sogni realizzati e io sono qui per cercare di realizzare questi sogni». Sa che in Italia dovrà scontrarsi con una realtà molto dura, con una rivale forte come la Juventus: «Conosco il cammino e il potenziale dei bianconeri. Colmare il gap con loro è difficile, ma non impossibile. E nella rosa attuale abbiamo degli ottimi argomenti (calciatori, n.d.r.) da sfruttare per cercare di colmare questo divario».

SI VINCE – Non vuole parlare solo di cessioni, anche se dovrà affrontarne qualcuna anche dolorosa: «Mi piace lavorare con i giovani ma non è una ossessione. Mi piace acquistare giocatori con due caratteristiche: devono essere forti e avere entusiasmo e fame di vittoria. Secondo me poi non esistono giocatori incedibili. Non sto dicendo che dovremo vendere, dico che la Roma analizzerà tutte le offerte che arriveranno e le valuterà. La Roma non ha un cartello al collo con scritto ‘si vende’, ha un cartello con scritto ‘si vince’”. Parole che hanno fatto presa sui tifosi, Monchi sa quali saranno gli errori da non commettere, per dare discontinuità rispetto ai cinque anni di Sabatini: «Nel calcio il problema non è vendere, ma comprare male». Infine lo spagnolo ha confermato che a chiamarlo alla Roma è stato Baldini: «E’ la persona che mi ha contattato perché aveva ricevuto il mandato da Pallotta. Non mi sono innamorato di Baldini, ma mi sono innamorato della Roma».