Arrivato a Roma dal Siviglia e tornato in Spagna dopo la sua esperienza nella Capitale, il direttore sportivo Monchi ha rilasciato un’intervista alla radio ufficiale del club andaluso. Queste le sue parole:

Penso che molte delle cose che avevo in mente il giorno del mio ritorno siano state realizzate. Il club è cresciuto molto mentre ero a Roma e ora abbiamo il desiderio di continuare a crescere in futuro per mettere il Siviglia nell’avanguardia nel calcio europeo. Sono salito su questo treno per aiutare con la mia esperienza e le mie conoscenze. Ho ancora i miei difetti e i miei pregi, alcuni li ho messi da parte. L’esperienza ti permette di analizzare le cose più freddamente. Sono maturato in questo aspetto. Quando devi gestire un aspetto così eterogeneo come uno spogliatoio, devi sapere che è necessario trasmettere molte idee e far arrivare bene un messaggio. I tempi del calcio di oggi sono difficili da gestire, il “presente” mangia tutto. La classifica settimanale copre ogni tipo di messaggio a breve o medio termine. Non andare in Champions League non sarebbe un fallimento. Voglio andare, mi sveglio con questo sogno tutti i giorni, ma essere quinto non è un fallimento, è qualcosa che può essere migliorato. L’aspetto delle cessioni per crescere deve essere chiarito. Noi cerchiamo di avere una squadra con un costo superiore rispetto a quello che il nostro bilancio ci permette. Per generare plusvalenze, c’è un lavoro dietro da fare. Giocatori con prezzi convenienti che salgono il loro valore per poterli vendere. Questo modo di lavorare non genera alcun trauma in me, perché so che è un modello di successo. Costruiremo un modello che ci lasci la possibilità di decidere in ogni momento se vendere o non vendere i giocatori”.