Febbraio è il mese delle risposte, quello in cui le ambizioni smettono di essere slogan e diventano fatti. Per la Roma significa una cosa sola: restare agganciata al treno Champions, senza perdere ulteriore terreno in una corsa che si annuncia sempre più affollata e spietata.
Come riportato da Il Tempo, il ko di Udine ha avuto un peso specifico notevole: per la prima volta in stagione i giallorossi sono usciti dal quartetto di testa, lasciando strada alle dirette concorrenti. Un colpo che obbliga la squadra di Gasperini a reagire subito, a partire da lunedì sera all’Olimpico contro il Cagliari. Quella con i sardi di Pisacane sarà la prima di quattro partite chiave che diranno molto sulle reali ambizioni romaniste: due gare casalinghe da non fallire e due scontri diretti, a cominciare dal Napoli al Maradona, prima della sfida alla Juventus che oggi corre forte dall’arrivo di Spalletti.
I numeri raccontano una Roma dalla fisionomia ormai chiara. Otto sconfitte in campionato, 14 vittorie e appena 27 gol segnati, a fronte però di una difesa solida e affidabile. Quando passa in vantaggio vince sempre, quando subisce per prima quasi sempre perde. Una squadra che fatica a creare e concretizzare, e che Gasperini spera di rilanciare grazie ai nuovi innesti: Malen per aprire spazi e aumentare la pericolosità offensiva, Zaragoza per aggiungere imprevedibilità. Ma servirà anche altro, perché da alcuni uomini chiave è lecito aspettarsi di più.
Pellegrini è apparso spento, Cristante soffre quando l’intensità sale, mentre Celik e Soulé sembrano pagare i tanti impegni. Intanto El Aynaoui e Pisilli spingono per trovare spazio. Gasp sa bene come si reagisce dopo un momento complicato, ma ora serve accelerare: un solo punto nelle ultime due gare non basta per restare in scia. È iniziato il mese della verità e la Roma non può permettersi di scendere dal treno proprio adesso.



