CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – Robinio, Malen e adesso il resto. Perché il mercato della Roma non si ferma se l’obiettivo la zona Champions. Due colpi davanti hanno acceso l’entusiasmo e cambiato l’inerzia, ma a Trigoria sanno che la coperta è ancora corta. Così Massara sta lavorando su più tavoli. La priorità è chiara: difesa ed esterno sinistro. E a sinistra l’emergenza è diventata quotidianità: Wesley fuori ruolo, le difficoltà di Tsimikas, l’assenza forzata di Angelino.
Il nome in cima alla lista è quello di Radu Dragusin. Un profilo che convince tutti per età, struttura, personalità, conoscenza del calcio italiano e per un dettaglio tutt’altro che secondario, ovvero quello legato alla lista Uefa grazie alla formazione nel vivaio della Juventus. La Roma ci crede e continua a trattare su due binari paralleli: con il giocatore per l’accordo economico e con il Tottenham per la formula. Ma il romeno non vuole essere una scommessa: sì al prestito, ma solo con l’obbligo di riscatto. Il costo è di circa 25 milioni di euro, tre milioni netti più bonus per l’ingaggio.Parallelamente si lavora per Niccolò Fortini. La Fiorentina non vorrebbe privarsene, ma il rinnovo fermo e il contratto in scadenza nel 2027 obbligano a fare i conti con la realtà. La Roma propone una cifra tra i 15 e i 18 milioni, senza contropartite tecniche, dopo aver accantonato l’idea Baldanzi.
E poi c’è l’attacco. Dovbyk resta sul mercato, con il Fenerbahce e altri club ancora in contatto. Se l’uscita dovesse concretizzarsi, allora i giallorossi sarebbero pronti a riaprire con decisione il dossier Zirkzee. Per ora tutto è in standby, ma non è una pista morta. Anzi. Il giocatore vuole la Roma, i dialoghi tra Massara e l’entourage sono continui. Lo United riflette invece sul da farsi.