
La Gazzetta Dello Sport (C.Zucchelli) – Secondo anno di seguito in doppia cifra, a cinque gol dai 15 della scorsa stagione, eguagliato già il numero degli assist (9) rispetto ad un anno fa. A vedere i numeri di Momo Salah quasi non sembrerebbe che sia stato via un mese e mezzo per la Coppa d’Africa: rendimento in linea con il primo anno in giallorosso, rendimento che, soprattutto, sembra non aver risentito della delusione per la finale della Coppa del suo continente che, come per tutti gli egiziani, aveva un significato che andava al di là del calcio.
PUNTO FERMO – Quando domenica, dopo la vittoria contro il Torino, si è presentato a parlare davanti alle telecamere, Salah ha chiesto che non gli fossero fatte domande sulla Coppa d’Africa. Un ritorno lampo il suo. Impensabile due anni fa, quando Gervinho e Doumbia sbarcarono in ritardo dopo la vittoria della Costa d’Avorio con addosso ancora l’abito da sera dei festeggiamenti. Di fatto, i due ivoriani ci misero mesi a farsi passare l’euforia da party, canti e balli. Salah, invece, è subito tornato in sé: due assist contro il Crotone, un gol, splendido, e un palo contro il Torino. Due partite giocate da titolare (80’ la prima e 90’ la seconda), in mezzora scarsa nel secondo tempo contro il Villarreal in Europa League, sufficiente a fargli fornire a Dzeko l’assist per il secondo gol. E pensare che, con la Roma che nelle ultime settimane aveva trovato una quadratura diversa con un assetto meno offensivo, c’è pure chi considerava il suo ritorno un problema. Spalletti, evidentemente, no, perché pur ammettendo che Salah si sarebbe dovuto giocare il posto con tutti gli altri, non aveva dubbi sull’importanza dell’attaccante egiziano nel suo scacchiere.
IL CONTRATTO – Spalletti è l’allenatore con cui in carriera ha giocato più incontri, 45, e gli manca una sola rete per arrivare a 20 centri con lui. I minuti disputati sono 3642, il che significa che con il tecnico toscano è sceso in campo, in media, 80’ a partita. Un rapporto stretto, quasi quanto quello con Dzeko: «Quando segna lui - ha ammesso – Momo gioisco col cuore». Gioia, forse, potrebbe dargliela anche il rinnovo di contratto: l’attuale scade nel 2019, per la società non è una priorità, visto che, oltre a Spalletti, deve occuparsi di quelli di De Rossi, Strootman, Manolas, Nainggolan e forse Totti, se dovesse continuare, ma a fine stagione inizieranno i discorsi con il suo agente, che comunque ha ottimi rapporti con tutti a Trigoria, dopo il ruolo non secondario svolto nella delicata vicenda con il Chelsea e la Fiorentina. A 25 anni ancora da compiere (a giugno), Salah aspetta con calma il suo turno, consapevole che questo sarà il contratto più importante della sua carriera. La Roma è pronta a sedersi, anche se le sirene della Premier e (sembra) anche della Cina ogni tanto si fanno sentire. Per adesso però qualsiasi richiesta di informazioni è stata rispedita al mittente: Salah sta bene a Roma e, soprattutto, sta benissimo con Spalletti. Almeno fino a giugno, le cose non cambieranno.



