Manolas, Russia più vicina

Corriere dello Sport (R.Maida) – Comandano i soldi. Tanti soldi. Al termine di una frenetica giornata, tra gli uffici finanziari di Trigoria e l’aeroporto di Monaco di Baviera, la Roma non ha ancora chiuso il trasferimento di Manolas allo Zenit San Pietroburgo. In compenso ha ristrutturato il debito che aveva con la banca Goldman Sachs, estendendone la scadenza dal 2020 al 2022 e aumentandone il livello. Ma procediamo un passo per volta.

IL BLITZ – La coppia Baldissoni-Monchi è sbarcata due sere fa in Germania per trattare con i rappresentanti dello Zenit la cessione di Manolas. Appuntamento all’Hilton Airport di Monaco, per così dire a metà strada, mentre il giocatore aspettava notizie dalla Grecia dopo aver trovato un accordo (autorizzato dalla Roma) con la futura società. Al meeting non ha preso parte Roberto Mancini che però in qualità di allenatore era stato ispiratore dell’affare. E’ stato un lungo botta e risposta, con tanto di interpreti, che ha di molto avvicinato le posizioni ma non ha condotto all’accordo definitivo. La sensazione è che si chiuda ma c’è qualcosa da sistemare: Monchi, partito da una richiesta di 38 milioni, è poi sceso a 35, mentre lo Zenit non si è avventurato oltre i 30. Le parti stanno lavorando sui bonus, prima di entrare nel dettaglio delle modalità di pagamento, per trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda e stringersi le mani. Da oggi si riparte. A distanza però perché i dirigenti della Roma sono rientrati.

IL REGISTALo Zenit vorrebbe anche Paredes, a cui ha telefonato direttamente Mancini, e la Roma è ben disposta a inserirlo in una trattativa complessiva da 60-65 milioni. Ma qui il problema sembra del giocatore che è perplesso dalla possibilità di trasferirsi in Russia. I suoi dubbi dipendono anche dal fatto che l’ipotesi Juventus, subodorata a gennaio, non è completamente tramontata. Inoltre Paredes a Roma sta bene, ha ancora due anni di contratto e nessuna fretta di sloggiare. Anche su questo punto le parti si aggiorneranno. Per Monchi sarebbe importante chiudere la vendita di Paredes per poi lanciare l’assalto al regista preferito, cioè l’ivoriano Seri del Nizza.

CIAO DOUMBIA – Intanto Doumbia è pronto a firmare per lo Sporting Lisbona: prestito con riscatto a 6 milioni, obbligato se lo Sporting andrà in Champions o se il giocatore segnerà almeno 20 gol in stagione. Un’operazione che può essere vantaggiosa, in prospettiva. Denaro nell’immediato può venire invece dalle partenze di Mario Rui (Napoli) e Vainqueur (Galatasaray).

IL DEBITO – Chiudiamo con la questione strettamente finanziaria. La Roma ha rivisto l’accordo con la banca Goldman Sachs, partner anche nell’affare dello stadio, guadagnando tempo: il finanziamento da 175 milioni diventa di 230 e scadrà nel 2022 quando forse la società potrà beneficiare del fattore Tor Di Valle. Questi soldi evidentemente non servono per gli acquisti di mercato, essendo un’assunzione di un ulteriore debito, né per il fair play Uefa, che è basato su parametri gestionali, ma aiutano a immettere risorse fresche nel bilancio sofferente, nel rispetto degli obblighi di legge.

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