Giovanni Malagò, presidente del Coni, è stato ospite della trasmissione televisiva La Domenica Sportiva. Il numero uno del comitato olimpico ha parlato anche del campionato italiano e di Francesco Totti. Queste le sue parole:

Il Milan non è una squadra in crisi. Gli episodi del secondo tempo l’hanno condannata e in questo campionato gli episodi fanno la differenza nelle partite tra squadre di fascia alta. L’Inter penso sia da scudetto: è quadrata, fisicamente importante e non ha le coppe. Spalletti è un ottimo tecnico e sono da tenere in considerazione. Ieri c’è stata un’iniziativa splendida per Special Olympics, con una partita a cinque dove c’erano il ministro Lotti e tanti altri personaggi. A Gigi Di Biagio ho detto di convocare un ’97 che era in campo: lo sport è la medicina migliore per dare risposte a questi ragazzi. Ius soli? Su questo discorso c’è una confusione incredibile, o meglio è poco chiaro il messaggio del mondo dello sport. Rispettiamo le legittimità delle opinioni ma nel mondo quasi solo noi abbiamo questa complessità nel far giocare, nei club o in nazionale, ragazzi che sono qui da lungo tempo. Noi siamo favorevoli, rispettando ovviamente le regole del gioco. C’è una policy sull’apertura delle finestre olimpiche. Anche su questo argomento si può dibattere a lungo, se non ci sono prevaricazioni. Tra la Pellegrini e Paltrinieri non ci sono problemi. Servono sempre educazione e buonsenso sull’uso dei social network“.

Già l’anno scorso il Napoli era uscito in Champions tra gli applausi. La squadra è divertente e già prima di Roma-Napoli dissi che fanno il miglior calcio italiano. Forse rischiano anche un po’ troppo per quello che creano. Anche a Ferrara rischiavano di sprecare il volume di gioco: in Champions certe cose non vengono perdonate. Dybala se non è il più forte del nostro campionato è tra i migliori tre. Ha la sfortuna di condividere la nazionale con Messi ma penso che ogni allenatore sarebbe felice di farli giocare insieme. Con i giocatori giusti arriva anche il gioco. Totti? L’ho visto poco prima di entrare allo stadio. Penso che alla Roma manchi molto anche se gli anni passano per tutti. Lui ha accettato benissimo questo suo nuovo ruolo. Quella generazione di numeri dieci manca al calcio italiano ed è un rimpianto del nostro mondo. Complimenti a Milano e alla Lombardia: meraviglioso vedere 80mila persone a San Siro ma anche 70mila a vedere il golf. Per me la Roma arriva in Champions. In Lega anche le previsioni più scontate si sono ribaltate. Oggi tutta una serie di persone non si prestano a mettere il proprio nome in questa lotteria“.