Malagò: “Quando la Roma avrà il proprio stadio, il Coni perderà un cliente importante. Il murales di Totti deturpato? Vandali”

di Redazione

Il presidente del Coni Giovanni Malagò è intervenuto questa mattina ai microfoni di ReteSport , commentando diverse situazioni legate alla Roma. Queste le sue parole:

E’ stato imbrattato il murales dedicato a Francesco Totti. Come commenta?
Devo dire la verità, qui non serve il presidente del Coni o un cittadino romano o un amico di Francesco, serve solo un minimo di buon senso visto che parliamo di un gesto incommentabile per il quale le parole sono superflue. Chi lo ha deturpato non è nemmeno un tifoso avversario ma un vandalo, questi episodi sono in linea con altre sezioni non relative allo sport. Quando sentiamo parlare di persone che si buttano nelle fontane o imbrattano i muri oppure danneggiano monumenti di Roma che vengono a vedere da tutto il mondo, capisci che manca cultura civica non sportiva e non servono quindi commenti per queste persone.

Novità sul deflusso o l’afflusso allo Stadio Olimpico?
Allora, prima di tutto in merito all’afflusso al deflusso dello stadio c’è tutto un tema a sé. Nessuno ha mai disconusciuto ciò, rendendo lo stadio una sorta di “affittacamere”, tanto che lo stesso discorso è valso anche per i concerti, da quello di Ligabue a quello di Vasco Rossi. Per quel che riguarda tutte le altre dinamiche si deve far riferimento al garante dell’ordine pubblico, per tale motivo vi invito alla riunione che si terrà venerdì per parlare degli ultimi elementi del nuovo protocollo alla presenza del Ministro Minniti.

In che modo si pone il Coni nella vicenda dello stadio della Roma?
Il Coni nella vicenda dello stadio della Roma non c’entra nulla, salvo per due aspetti. Quando la Roma avrà il proprio stadio, il Coni perderà un cliente importante e questo è un dato di fatto visto che parliamo di una società che gioca una domenica sì e una no e in più gioca anche le coppe. Dunque il Coni dovrà trovare un modo per rendere lo stadio profittevole tutto l’anno, come fanno in America. Lo stesso discorso vale anche per lo stadio della Lazio perché è giusto che ne abbiano uno anche loro. Nel caso dello stadio poi si manifesta la totale incoerenza della scelta effettuata dall’Amministrazione rispetto alle Olimpiadi: questa ne è la riprova perché per le Olimpiadi hanno detto no punto, invece nel caso della Roma la giunta precedente aveva fatto una delibera per lo stadio, per un certo tipo di progetto e cubatura ecc.. l’attuale amministrazione invece ha detto “lo rifacciamo come vogliamo noi” e se ne sono anche vantati. Però alla fine hanno detto di averlo fatto a modo loro, dunque io mi chiedo: come mai non hanno fatto la stessa cosa per le Olimpiadi se hanno accettato il progetto di un imprenditore americano per un qualcosa che è a scopo di lucro e ha anche quotazioni in borsa?