Il Tornatora

Maicon sogna la ‘prima’ a Milano da nemico

di Redazione

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Il Messaggero (S. Carina) – Per una sera è sembrato di rivedere il Maicon interista. Avete presente una furia? Ecco, ci siamo quasi. A tal punto che da solo in nove minuti aveva già archiviato la pratica-Udinese. Prima con l’assistPjanic e poi con la serpentina con la quale ha fatto fare la figura del birillo all’ex Piris e di sinistro ha superato Karnezis. Quando meno te l’aspetti, Maicon Douglas Sisenando è tornato. Lo ha fatto a suo modo: prendendosi sulle spalle la squadra. Le immagini del campione sul viale del tramonto con le mani sulle ginocchia dopo 8 minuti col Sassuolo o la sensazione del ‘vorrei ma non posso’ avuta col Carpi (dove propizia il 3-0 di Gervinho e regala l’assist del 5-1 a Digne ma poi procura il rigore ospite, il gol di Borriello nasce da un suo errore e Gabriel Silva lo supera ripetutamente in scioltezza) cancellate in una notte.

RITORNO AL PASSATO – Una prestazione (arrivata dopo cinque panchine consecutive) tanto inattesa quanto entusiasmante che paradossalmente crea qualche ‘problema’ a Garcia in ottica-Inter. Se è vero che i tecnici amano ripetere che l’abbondanza è sempre ben accolta nello spogliatoio, da mercoledì sera Rudi ha un pensiero in più. Certamente un bel pensiero, ma tale rimane. Perché lasciare fuori il Maicon visto contro i friulani è difficile. Molto difficile. Il brasiliano lo sa e nel post-gara, a domanda diretta, ha rimandato la palla al tecnico: «Giocare a San Siro? Sono a disposizione. Se il tecnico avrà bisogno di me, io ci sarò». Chiudendo per un attimo gli occhi e immaginando di ascoltare domani il suo nome alla lettura delle formazioni, l’idea strappa un sorriso.

Sarebbe certamente un ritorno in grande stile. Anche perché da quando ha lasciato l’Inter, è riuscito ad incrociarla soltanto una volta, nel successo 4-2 all’Olimpico della passata stagione. Mai, invece, è accaduto a Milano, davanti ai tifosi che lo hanno amato per sei stagioni e lo ricorderanno in eterno, essendo uno degli eroi del “triplete”. Una volta perché aveva rimediato una lesione di primo grado alla coscia destra, un’altra in virtù di una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra: fatto sta, è sempre rimasto a guardare. Stavolta se lo farà anche sabato, sarà per scelta tecnica. Perché (almeno) l’altra sera, il brasiliano è tornato quello di un tempo. Non è un caso che l’ultima volta che in serie A aveva segnato e regalato un assist nella stessa partita, era quando vestiva la maglia dell’Inter: nel 2011, contro il Chievo. C’era un tempo, nemmeno troppo lontano, dove il refrain preferito a Trigoria era: «C’è una Roma con Maicon e una senza». Chissà che il ritornello non torni a breve d’attualità.