Il Tornatora

Macché sceneggiata, ecco i messaggi

di Redazione

Il Tempo (L.Salomone) – Altro che sceneggiata, spuntano nuove prove. Che non lasciano spazio ad interpretazioni di alcun tipo. Schiaccianti. Dopo le mail inviate da Vittorio Pavoncello, presidente della Federazione Maccabi, ecco gli sms scambiati col presidente Lotito, in particolare uno subito dopo la visita al Ghetto. E forse adesso sembra più chiara la ragione per cui la comunità ebraica ha deciso di disertare la cerimonia di martedì mattina (al netto dell’antipatia per i laziali), quando il presidente biancoceleste si era presentato alla Sinagoga di Roma in segno di solidarietà. «Sei soddisfatto? Ti ho fatto fare un figurone? Ora gli str.. si morderanno i gomiti. Bravo!», firmato Vittorio Pavoncello. Già, perché nonostante il rifiuto della comunità ebraica di presenziare, tutto sommato la manifestazione era stata seguita da molti media e quindi il risultato, a detta del presidente del Maccabi, era stato raggiunto.

La verità va ripristinata, Lotito lunedì cercava disperatamente numeri telefonici di esponenti della comunità (vedere sms qui sopra) Pavoncello glieli girava come quello della Dureghello, l’attuale presidente della comunità che poi si è sfilata e non ha più risposto a Diaconale. Ma i vari tentativi anche dell’altro responsabile della comunicazione De Martino con Funaro non avevano sortito gli effetti sperati soprattutto dopo che qualcuno aveva scoperto l’ideatore della visita della Lazio davanti alla Sinagoga: Pavoncello. E proprio in un colloquio con lui del giorno prima che Lotito se ne esce con quel termine «sceneggiata»: altro non era che il timore del numero uno della Lazio di andare alla Sinagoga e non trovare una partecipazione importante così che il suo gesto non potesse avere il giusto impatto mediatico anche con l’ala più oltranzista della sua tifoseria. Il martedì pomeriggio il messaggio soddisfatto di Pavoncello su come fossero andate le cose, su un esito positivo della sua idea del giorno prima, nonostante qualche ragazzo della comunità avesse insultato Lotito e la Lazio qualche minuto prima di allontanarsi dalla Sinagoga.

E il giorno dopo il lancio della corona nel Tevere che ha ferito molti laziali di religione ebraica è forse figlio di quella strumentalizzazione di un colloquio privato. Tutto da rifare quindi per chi voleva dipingere un Lotito razzista e antisemita che «scherzava» al telefono sulla sua visita al Ghetto. E ora, anche alla luce dei documenti che abbiamo pubblicato in questi giorni, il presidente è pronto a chiedere i danni a chi ha voluto strumentalizzare per altri interessi quei vergognosi adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma.