
La Gazzetta dello Sport (S.Cleri) – Venti giorni di squalifica, ma una sola partita da saltare, quella dell’8 gennaio col Crotone. Si è chiusa con questo verdetto decisamente mite il caso Lulic. Il giocatore della Lazio (che dovrà pagare anche una multa di 10 mila euro) era finito nel mirino della Procura federale all’indomani del derby del 4 dicembre scorso a causa di una dichiarazione-choc nei confronti del calciatore romanista Rüdiger. «Adesso fa il fenomeno, ma fino a due anni fa vendeva calzini e cinture a Stoccarda», disse Lulic dopo la stracittadina. Una frase che evocava un’offesa razzista verso il giocatore di colore della Roma.
PATTEGGIAMENTO – Alla fine, però, Lulic è stato punito non per l’articolo 9 del codice di giustizia sportiva (quello che sanziona i comportamenti di stampo razzista), ma per l’articolo 1 e l’articolo 5 (slealtà e offese ad altro tesserato). Evidentemente, secondo i giudici, non c’erano i presupposti per ritenere sicuramente razzista la frase di Lulic. Ma, soprattutto, il giocatore ha patteggiato la pena. Una mossa che ha consentito alla Procura federale di chiudere più velocemente del solito l’iter giuridico e al giocatore di cavarsela con una pena piuttosto lieve. Il patteggiamento è previsto in casi come questo dall’articolo 32 del codice di giustizia sportiva. Nessuna sanzione invece per la Lazio che poteva essere punita per responsabilità oggettiva. Ma il club si era immediatamente dissociato dalle dichiarazioni di Lulic e per questo non è stato sanzionato. Essendo stata concordata tra le parti, la sentenza non è appellabile. Il tecnico della Roma Luciano Spalletti usa l’ironia per commentare il verdetto: «Salterà tre incontri: Santo Stefano, San Silvestro e il Crotone»