Slovan, Cagliari e Siena, sono ferite che la vittoria di Parma ha solo parzialmente sanato. Luis Enrique pensa ancora alle tre gare interne chiuse senza vittorie, un’eliminazione europea, una sconfitta, un pareggio non meno deludente di un kappaò. Così, domani contro l’Atalanta all’Olimpico, il tecnico spagnolo cerca quello che ancora gli manca. Una gioia da dedicare al pubblico. “Cerchiamo la simbiosi tra noi e i tifosi”.

“UNA VITTORIA PER I TIFOSI” – La ricetta di Luis Enrique, è facile: “Con la loro spinta possiamo essere più forti, ma ancora ci manca una vittoria da dedicargli. Dobbiamo vincere all’Olimpico, dare una gioia ai tifosi. Questo è l’obiettivo, non fare tanti gol. E sono certo che la vittoria arriverà. Quando sarà arrivata, penserò a vincere con più reti”. Prima, serve però far fronte ad alcune difficoltà: “Dove non si può arrivare in linea retta arriviamo con le curve. Dobbiamo trovare il modo di fare sempre la partita”. Non sarà facile, però, di fronte a un’Atalanta che, senza i sei punti di penalizzazione inflitta per lo scandalo scommesse in cui è rimasto coinvolto il capitano Doni, siederebbe al vertice della classifica. Luis lo sa: “Sono preoccupato per la loro condizione atletica. Avremo difficoltà contro il loro contropiede, contro la velocità di Schelotto, contro il bomber Denis, contro Brighi. Dovremo giocare all’attacco e senza nessuna concessione all’avversario. Marcatura preventiva, pressare alto: fare una partita che piaccia ai tifosi della Roma”. E proprio agli oltre trentamila tifosi che occuperanno le tribune dell’Olimpico, Luis Enrique chiede uno sforzo supplementare: “Il tifo è fedele al cento per cento, ma manca un po’ di fiducia verso i calciatori. Già sentono l’appoggio del pubblico, ma ne hanno bisogno ancora di più”.

“STEKELENBURG PUO’ GIOCARE” – Una cosa è certa, la squadra, fino ad oggi, ha mostrato delle difficoltà nell’interpretare alla lettera le richieste del tecnico. Soprattutto nei minuti finali. Inutile, allora, farne mistero: “Ma non c’è un problema fisico – il catenaccio dell’allenatore – per me la situazione è mentale. I cali capitano quando siamo avanti nel risultato e abbiamo ancora paura di perdere la palla esponendoci a un contropiede veloce. Ma per me è importante che per 60 minuti cerchiamo di non correre pericoli. Ora devo convincere i miei giocatori a farlo per 90 minuti. Credo sia meglio difendere tenendo palla nel campo avversario, chi corre dietro alla palla si stanca di più di chi fa possesso”. Una sorpresa potrebbe regalarla Stekelenburg: dopo lo scontro con Lucio e il colpo alla testa, sembra pronto a tornare a difendere la porta romanista. “È a disposizione, può giocare”, conferma Luis. Un’eventualità che lo costringerebbe a rispondere presente alla convocazione in nazionale. “È una situazione particolare – ammette il tecnico – non piace a nessun allenatore di club mandare i giocatori in nazionale, ma è importante per i giocatori andarci. Quest’estate ci sarà l’Europeo e lui vorrà fare bene. Se dovrà andare, nessun problema”.

“BOJAN? VOGLIO PIU’ FAME” – Meno pazienza, invece, per Bojan: “Con Bojan non ho nessun problema, ma lui come gli altri devono capire che ho bisogno di vedere la fame, la voglia di vincere ogni giorno. Ogni allenamento ognuno ha la possibilità di farmi cambiare idea se vedo voglia, fame”. Uno stimolo in più per lo spagnolo, che potrebbe trovare una maglia da titolare a discapito di Borini, al fianco degli intoccabili Totti e Osvaldo. A centrocampo, invece, recuperato De Rossi, Luis Enrique non potrà contare sugli infortunati Perrotta (distorsione alla caviglia) e Gago (colpo al polpaccio). Spazio, allora, a Pizarro e Pjanic, due certezze a metà di questo avvio di stagione: “Pjanic è un ragazzo di 21 anni arrivato tre settimane fa, non parla l’italiano, deve trovare una casa, ha una situazione particolare. Questi non sono robot, deve avere tempo per ritrovare il suo gioco. Pizarro mi dà allegria, è un calciatore tecnicamente dotato. Sa giocare la palla corta e lunga, ha dribbling, punta l’avversario. Ma voglio di più da tutti, anche da Pizarro”. E di più vorrebbe anche chi, a ventiquattro ore dalla sfida all’Atalanta, pensa al derby del dopo sosta. ”Sarebbe meglio arrivarci con una vittoria, ma manca ancora tanto. Ne parleremo tra due settimane, vincere questa partita sarebbe un grande stimolo, per noi e per il tifo”. In attesa, ancora, di una vittoria interna.
Repubblica.it – Matteo Pinci