«Non mollerò e magari dovrete sopportarmi ancora per tanti anni. Quattro o cinque». E’ la sfida di Luis Enrique. Alla piazza e anche a se stesso. Con tanto orgoglio e grande convinzione allontana il secondo derby perso. Più che battagliero, l’asturiano sembra sollevato. In questa stagione non dovrà più affrontare la Lazio. Ma è ormai tempo di esami: lo saranno per lui e i giocatori, le 12 gare che mancano alla fine del campionato. La prima stasera al Barbera contro il Palermo. (…)
«Comunque a me interessa il Palermo che in casa va forte, che sa ripartire e che davanti ha giocatori di primo piano. Voglio vincere, recuperare la squadra e fare buoni risultati. Per dare soddisfazioni al tifo, fedele al massimo e che è sempre con noi. Questa gara vale per il presente della squadra dopo una settimana sul piano mentale dura per i calciatori». Senza mai accennare alla Lazio, conferma quanto raccontato da Sabatini che ha rivelato come l’asturiano avrebbe voluto battere la Lazio anche giocando male. «Io preferisco vincere sempre, in qualsiasi modo. Poi è meglio farlo sapendo perché si vince: giocando bene, aumentano le chance di arrivare al successo. Ma per aggiudicarsi qualsiasi gara, e il derby ancora di più, si può pure giocare male». E’ già qualcosa.
Il Messaggero – Ugo Trani