Premessa: far giocare i giovani, di per sé, non è un merito. Però nessuno può negare, nemmeno il critico più feroce o quello più in malafede, che dare minuti in campionato a un ragazzino sia un grande investimento per il futuro. L’allenatore che lo fa, se i giovani sono di prospettiva, pensa più al suo club che a se stesso. Seconda premessa: ci sono persone che si sentono giovanissime a 80 anni e giovani che sono già vecchi dentro. Però, parlando di calcio, bisogna per forza darsi un punto di riferimento. Così abbiamo scelto il 1 gennaio 1990 e visto quanto hanno giocato i Nineties nell’ultimo campionato.

Il club che li ha fatti giocare di più è la Roma: 7.700 minuti. Pjanic (1990) 2.417; Lamela (1992) 1.883; Borini (1991) 1.679; Bojan (1990) 1.410; Viviani (1992) 195; Tallo (1992) 75; Piscitella (1993) 37; Caprari (1993) 4. Seguono: Palermo 5.450; Lecce 4.507; Fiorentina 3.935; Bologna 3.890; Inter 2.248; Siena 2.183 (tutti giocati da Mattia Destro); Udinese 2.095; Cagliari 1.984; Chievo 1.795 (1.790 da Paloschi); Cesena 1.499; Genoa 1.139; Milan 1.056; Atalanta 909; Parma 525; Catania 192; Novara 163; Juve 116 (Marrone, classe 1990); Lazio 85 (Cavanda 45, Rozzi 38, Onazi e Zampa 1); Napoli 1 (Ammendola). Quei 7.700 minuti sono il regalo che Luis Enrique ha fatto alla Roma che verrà. Ha lasciato 16 sconfitte stagionali, come ricordano sempre i suoi detrattori, ma non soltanto quello. Ora bisognerà vedere se la Roma deciderà di proseguire su questa strada oppure no.

Il d.s. del Genoa, Capozzucca, ha detto ieri che Walter Sabatini si è interessato ad Alexander Merkel (centrocampista, classe 1992, 882 minuti giocati quest’anno) e a Mattia Destro. La Roma non è un asilo, ma, in assenza di uno sceicco pronto a staccare l’assegno a fine stagione, l’unica strada sostenibile per diventare grandi e restarlo è investire sui giovani, farli crescere e corroborarli con qualche acquisto importante per portare la necessaria esperienza. In ogni partita di campionato Luis Enrique ha fatto giocare i Nineties per 204’. In serie B c’è stato chi lo ha fatto per 442’ a gara. Certo, Zdenek Zeman. L’allenatore che ha regalato 3.179 minuti a Insigne (1991), 2.924 a Immobile (1990), 2.674 a Capuano (1991) 2.515 a Romagnoli (1990) e 2.251 a Verratti (1992). Perché si può essere giovani anche a 65 anni.

Corriere della Sera – Luca Valdiserri