La maggior parte dei giocatori, in zona mista, vola via senza aprire bocca. Poi accende il computer o prende in mano iPad e Smartphone di ultima generazione, e apre le virgolette.

Miracoli dei social network, che si sono impossessati dei pensieri di tutti e che il derby lo stanno giocando da giorni, o forse lo giocano tutto l’anno. I tifosi, ma anche i protagonisti. Come Luis Enrique, che su Twitter tiene un diario quotidiano: si è scoperto che si scambia i complimenti con Puyol, ama il lago e il castello di Bracciano e le passeggiate in bicicletta, ma anche che la Lazio è il suo pensiero fisso. “Sono già pronto per il derby. Forza Roma”. Ed era solo domenica scorsa.

Mezza gaffe Il mental coach Llorente lo aveva anticipato, dando appuntamento alla Lazio già dopo la partita con l’Atalanta usando un “Daje Roma” in stile non certo asturiano. Se Totti ha sparato tutte le sue cartucce a voce, con Twitter José Angel ha rischiato l’incidente diplomatico: sulla sua pagina è apparsa la home page del sito della Lazio, tanto che qualche suo “follower” ha chiesto spiegazioni allo spagnolo. Che ci ha messo poco per rispondere: “Non vi arrabbiate, visito tutte le settimane i siti delle squadre avversarie. Forza Roma”.

Gioco a premi Djibril Cisse è unico nel suo genere: non solo interagisce con i tifosi o commenta le partite della Lazio, ma da qualche giorno ha iniziato anche a mettere in palio le sue maglie autografate. Come? Con dei quiz sulla sua vita e sui suoi segni particolari, dal numero di fratelli a quello dei tatuaggi. Nessun Tweet, per il momento, sul derby, su cui si sofferma Stefano Mauri sul suo sito: “Già da qualche giorno il derby si comincia a respirare nell’aria: io lo definisco “la partita””. Hernanes ammette di essersi ispirato al film sulla vita di Ayrton Senna.

Cristian Ledesma, invece, è stato costretto a mettere in stand by la propria pagina “per non permettere che si leggano cose indecorose, soprattutto sulla Lazio”, ripiegando sul suo sito ufficiale: “La Roma non ci fa paura, dobbiamo pensare solo a noi”. In attesa che si compia definitivamente la “rivoluzione culturale” annunciata da Sabatini, la Roma ha messo in atto quella tecnologica, nominando un responsabile dei contenuti digitali e aprendo in simultanea le pagine ufficiali su Facebook e Twitter, che la Lazio ancora non ha. Il derby dei social network lo vince la Roma, che dal 3 ottobre a oggi su Facebook ha già conquistato quasi 68 mila fan. Quasi basterebbero per riempire l’Olimpico.
GAZZETTA DELLO SPORT – M. CALABRESI