Corriere della Sera (M. Ferretti) – Alzi una mano chi in avvio di campionato aveva pensato (ipotizzato, immaginato o semplicemente vagheggiato) che allenatori come Mourinho, Allegri, Sarri e Garcia non sarebbero arrivati alla fine del percorso saldamente ancorati al proprio posto. Fatto? Bene. E adesso alzi l’altra mano chi s’era mai sognato di vedere strada facendo Daniele De Rossi sulla panchina della Roma. Fatto di nuovo? Bene. Campionato imprevedibile, in Casa Roma. Pazzo. Singolare. Pittoresco. Storico per alcuni versi di assoluta bellezza e/o altri di conclamata bruttezza. Un campionato che stasera terminerà il suo cammino casalingo: Roma contro il Genoa con l’obiettivo (con un’altra gara poi a disposizione) di dare almeno un senso continentale all’intera stagione.

Sintetizzando, siamo in prossimità della fine dell’inizio di DDR allenatore della Roma. Perché – anche se non c’è ancora nero su bianco – De Rossi sarà alla guida della squadra giallorossa in occasione della “prima” del prossimo campionato. Una conferma meritata sul campo, a giudizio di papà e figlio Friedkin, che in gennaio lo avevano scelto (a sorpresa) anche per la necessità di tranquillizzare la piazza. Quel periodo, però, è archiviato e, senza ancora sapere quale sarà il destino europeo della Roma, è già ora di programmare, bene e in fretta, il futuro.

Il ds annunciato a gennaio in arrivo entro poche settimane non è ancora (ufficialmente) arrivato e questa, a ben guardare, non è una bella notizia per DDR e, quindi, per i tifosi della Roma. Intanto, De Rossi – e l’ha confermato ieri in conferenza stampa – ha idee chiarissime (e nascostissime) sulla Roma che verrà. Per adesso, non è poco. In attesa che dalle idee si passi agli improrogabili, costosi fatti.