Lo stadio va veloce

Corriere dello Sport (M.Evangelisti) – Hanno appena cominciato e già non vedono l’ora di finire. E lo crediamo bene. La conferenza dei servizi seconda edizione sul nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, tiene a ribadire la Regione Lazio, deve durare 90 giorni come stabilito dalla legge – in realtà si può arrivare a 120 con una sospensione per approfondimenti, ma ovviamente nessuno ne ha voglia – e il numero di sedute previste è tre, non una di più, certamente non una di meno. Compresa quella di apertura di ieri. Però, con tutto quello che c’è da discutere, probabilmente qualche tappa in più, magari su altri tavoli, occorrerà. In sostanza c’è il dramma urbano del Ponte di Traiano, o comunque lo chiameranno, a tormentare gli animi. Dalla Regione tengono molto a sottolineare come senza quel ponte, una cosuccia da 90 milioni, lo stadio non si possa costruire. Ma intanto il rappresentante del governo ha chiesto un’integrazione allo studio della viabilità nell’ipotesi che quel ponte non si faccia mai, semplicemente perché nessuno intende pagarlo.

Dunque: o dallo studio si scopre che per via del taglio alle cubature commerciali, in particolare dell’eliminazione dei tre grattacieli del progetto originale, il ponte non è più necessario (convinzione del Comune, mentre l’Area Metropolitana di Roma ha chiesto a sua volta approfondimenti), e allora tutto va a posto da solo. Oppure il ponte serve eccome. La speranza della Roma e dei costruttori è che alla fine di cinque anni di salto a ostacoli, fughe in avanti e ripensamenti il modo di finanziare l’opera si trovi, magari spostando i soldi da altri progetti analoghi già previsti. Naturalmente è una strada stretta, ma a questo punto, e con le elezioni bene in vista, forse per il mondo politico andare avanti è più semplice che provare a tornare indietro.

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