Il Tornatora

Lo stadio della svolta

di Redazione

Corriere dello Sport (R.Maida) – Lo stadio mezzo vuoto, lo stadio dei sogni. Con un salto fantasmagorico dall’Olimpico di Roma-Cagliari alla Tor di Valle che verrà, in un mondo più bello e in tempi più ricchi, Mauro Baldissoni guarda al futuro con entusiasmo quasi irrefrenabile. Aspettando che l’iter burocratico consenta di aprire i cantieri, di ripulire il sito dal degrado in cui versa da anni il terreno destinato all’ippodromo del trotto, di cominciare a mettere qualche mattone per concretizzare il progetto di James Pallotta, il pensiero torna al 5 dicembre, il giorno in cui è nata forse la nuova Roma. «Con l’approvazione finale della conferenza dei servizi e con la qualificazione della squadra agli ottavi di Champions abbiamo vissuto una giornata straordinariaha detto Baldissoni a Roma tv –, è stato difficile dormire per quanto era forte l’adrenalina. Ma dal giorno successivo abbiamo ripreso a lavorare perché non è il momento di fermarsi, sia in campo che fuori».

IMMAGINE – Nell’intervento sul nostro giornale, Pallotta ha garantito che lo stadio della Roma renderà grandissima la Roma: «Lo stadio porterà altre notti insonni, ma io spero che prima o poi porterà tanti notti magiche per i tifosi. Se ne parla da tanti anni del sogno di avere una propria casa, forse anche più di 30». Eh sì, c’era Dino Viola alla guida di un’azienda piena di passione e di ambizione: «Rischiava di rimanere solo un sogno, invece noi dobbiamo lavorare per realizzarlo. Andando in giro per l’Europa si tocca con mano l’importanza di queste strutture moderne, pensate per il calcio, che in qualche modo diventano iconiche. Pensiamo al Bernabeu, al Camp Nou, all’Old Trafford. Questo ci deve essere da stimolo».

RICAVI – Il nuovo stadio sarà un elemento di aggregazione ma anche un motore turbo per il fatturato del club: «Dalla costruzione di un’infrastruttura è il cuore pulsante dal quale possono diramarsi iniziative che, per quanto riguarda la Roma, avranno a che fare con lo sviluppo del brand e dei ricavi, e anche con una migliore performance sportiva, il vero motivo delle nostre attività. Da solo non basta uno stadio, ovviamente, ma guardando la Juventus si evince che lo stadio di proprietà innesca un circolo virtuoso: la Juventus è riuscita a fare un +175% sui ricavi di biglietteria anno su anno. Questo dà la misura di quanto potrebbe essere importante un nuovo stadio per produrre ricavi che consentano di competere a livello internazionale, molto più di quanto siamo in grado di fare ora». Nella settimana entrante dovrebbe essere redatto il verbale della conferenza dei servizi con la conseguente calendarizzazione delle sedute del consiglio regionale e dell’assemblea capitolina, passaggi formali ma decisivi per gli ultimi permessi.