Corruzione, arrestati Parnasi e Lanzalone. Il Procuratore: “La Roma non c’entra”. Il terreno dello Stadio stava per essere venduto alla Dea Capital

di Redazione

Pagine Romaniste – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito l’operazione “Rinascimento”, che ha portato ad una misura cautelare nei confronti di nove persone, per sei delle quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri tre è stata messa in atto la misura degli arresti domiciliari. Le ipotesi di reato sono associazione a delinquere, traffico di influenze, corruzione, fatture false e finanziamenti illeciti nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma. Il Procuratore aggiunto Paolo Ielo ha spiegato al meglio in conferenza stampa, svoltasi in procura, la situazione: si tratta di un modello di corruzione sistematica, caratterizzata da un’opzione criminale insensibile ai mutamenti politici e istituzionali ed alla scelta di favorire, a qualsiasi livello e con le utilità più diverse, i rappresentanti delle istituzioni. La Roma e nessun tesserato della società rientra in alcun modo nell’indagine. Le intercettazioni ambientali, eseguite negli uffici nella Capitale di Parnasi, hanno avuto inizio nel 2017. Il Procuratore, inoltre ha ripercorso la storia ricordando che tutto ha avuto inizio nel gennaio 2017 quando in Campidoglio si è parlato di rischio di risarcimento danni in caso di revoca della delibera Caudo, prima delibera sullo stadio. Di seguito l’elenco degli arrestati e degli indagati:

In carcere: Luca Parnasi, imprenditore; Luca Caporilli, collaboratore di Parnasi; Simone Contasta, collaboratore di Parnasi; Naboor Zaffiri, collaboratore di Parnasi; Gianluca Talone, collaboratore di Parnasi; Gianluca Mangosi, collaboratore di Parnasi.

Ai domiciliari: Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio Regionale di Forza Italia; Pier Michele Civita, ex assessore regionale del Pd; Luca Lanzalone, presidente Acea e consulente per M5S sullo stadio.

Indagati: Mauro Vaglio, Daniele Leoni, Paolo Ferrara e Davide Bordoni, Giampaolo Gola, Daniele Piva.

LIVE

Ore 20.55 – Luca Montuori, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, ha parlato a Dire dell’inchiesta sullo stadio della Roma: “Dobbiamo assumere troppe informazioni per poter dire, dobbiamo assumere i dati necessari. Sul proseguimento del progetto stiamo cercando di capire come e se si va avanti. È troppo presto per tutto“.

Ore 20.11 – Carabinieri nella sede della società, in via Emilia a Roma, riconducibile a Luca Parnasi, l’imprenditore arrestato questa mattina in esecuzione di un’ordinanza del gip del Tribunale di Roma nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma. I militari hanno effettuato una perquisizione nella sede della società. Lo riporta l’Adnkronos.

Ore 20.10 – “Le indagini hanno offerto elementi concreti per ritenere che le figure istituzionali interessate, a cominciare dal sindaco Raggi, non solo hanno tollerato tale funzione di fatto esercitata, ma al contrario le hanno dato piena legittimazione“. Lo scrive il gip in un passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare relativo a Luca Lanzalone.

Ore 20.08 – “Lanzalone svolgeva le funzioni dell’assessore per la questione stadio“. Sono le parole dell’ex assessore all’urbanistica del Campidoglio Paolo Berdini che lasciò in polemica proprio sul nuovo progetto dell’impianto. Secondo il gip le dichiarazioni di Berdini “appaiono attendibili” e dalle intercettazioni “è emerso chiaramente il ruolo decisionale assunto da Lanzalone e la riconducibilità alla sua persona del mutamento di indirizzo in relazione al progetto stadio“. Sempre nelle carte si fa riferimento al fatto che Parnasi “chiede l’intervento di Lanzalone per fare fronte all’iniziative del’ex assessore Berdini“. Parnasi indica Lanzalone come “colui che ha fatto lo stadio“, ovvero che ha risolto tutto portando in porto il progetto modificato. In una intercettazione Parnasi riferisce che “ero dato per spacciato perché avevano messo assessore Berdini, un pazzo totale…assoluto …matto“. In un’altra intercettazione Berdini è accusato di “suggerire le cose alla Grancio“, la consigliera dissidente espulsa da M5S proprio perché si oppose allo stadio.

Ore 20:04 – In un passaggio dell’ordinanza si legge come: “Nel corso delle attività tecniche è emersa la volontà di Luca Parnasi di vendere il terreno sul quale sorgerà lo Stadio della Roma, nonché il progetto complessivo comprensivo delle autorizzazioni fino a quel momento conseguite alla società Dea Capital Real Estate sgr. La convenzione urbanistica con il Comune di Roma sara’ dunque sottoscritta dal soggetto che in quel momento risultera’ proprietario del terreno e del progetto. L’operazione di cessione del terreno e del progetto a De Capital è ad oggi in fase conclusiva. Dall’ascolto di alcune comunicazioni emerge che su sta stipulando un accordo tra le parti non vincolante e nei prossimi mesi è prevista la firma del preliminare. Al termine delle operazioni il gruppo facente parte a Parnasi dovrebbe cedere al prezzo di oltre 200 milioni di euro il terreno acquistato a 42 milioni, pagamento peraltro non ancora ultimato“.

Ore 19:37 – Anche Malagò commenta l’accaduto. Queste le sue parole riportate dall’ANSA: “Per quanto riguarda il discorso sportivo, una cosa che mi sembra assolutamente certificata è che non c’è nessun coinvolgimento a nessun titolo né della società, né dei suoi legali rappresentanti in tutta questa storia. E’ un elemento molto molto importante e significativo. Non faccio parte della categoria di persone che commentano a caldo queste situazioni perchè è sbagliato e il mio stile è un altro. Aspettiamo per dare delle valutazioni, non faccio giudizi affrettati. Non sarebbe giusto, né corretto. Quando ci sono delle indagini in corso e’ doveroso attendere. Se sarebbe corretto fermare l’inizio della costruzione? E’ fuori luogo che io intervenga sulle decisioni dell’amministrazione sui fatti accaduti“.

Ore 19:35 – Come riporta l’ANSA non sono da escludere le dimissioni di Lanzalone dall’Acea. Oggi la Raggi ha convocato in Campidoglio l’ad Stefano Donnarumma.

Ore 19:27 – Arrivano altre intercettazioni dall’ordinanza e riportate dall’ANSA. Riguardano Parnasi che parla di Malagò a Gola: “Malagò è un suo grande amico e sarebbe sicuro che gli darebbe una mano anche se non sa quali sono i compensi al Coni“. L’imprenditore aggiunge a Gola: “In questo periodo vedo Mauro Baldissoni per i vari impegni della Roma e gli ho parlato di te come una persona valida capace di lavorare nella Roma“.

Ore 19:17 – “Mi servono però… dammi… mi servono tre biglietti in più… perchè vengono degli esponenti nazionali del Cinque Stelle“. A raccontare questa richiesta è Mauro Baldissoni al telefono con Simone Contasta. Nell’ordinanza si legge: “Baldissoni e Contasta si confrontano sull’utilità di cedere all’avvocato Lanzalone dei biglietti per la partita di calcio Roma-Genoa individuando l’avvocato genovese come una figura importante nei rapporti con il Comune di Roma e con il Movimento 5 stelle in genere“. Il dg della Roma aggiunge: “Tra l’altro uno di questi è funzionale a favorire…eh…una specie di photo opportunity accordo...”, chiosando: “Raggi-Zingaretti-Pallotta“. Questo è quanto riporta Dire.

Ore 19:04 – A quanto apprende l’agenzia Dire a Palazzo Senatorio sono in corso due riuinione: la prima dove Ferrara ha chiarito la sua posizione con gli altri consiglieri, mentre la seconda vede un confronto tra Raggi, uffici comunali e l’Avvocatura capitolina con l’obiettivo di capire come portare avanti il progetto dello Stadio anche senza Parnasi che sarà sostituito con un commissario designato dal Tribunale.

Ore 18:40 – Dall’inchiesta sull’opera che dovrebbe sorgere a Tor di Valle emerge il ruolo di Lanzalone che era quello di facilitare il compito di fare combaciare gli interessi pubblici con quelli privati. Lo stesso Parnasi lo chiama “Wolf” come il personaggio di Pulp Fiction. Quando Lanzalone riferisce all’imprenditore di aver trovato un escamotage idoneo per accelerare i tempi della procedure Parnasi risponde: “Eh ma quando c’e’ Lanzalone… quando c’e’ Wolf… quando c’e’ Wolf.., la questione…“.

Ore 18:21 – A parlare è anche Cristina Grancio, ex membro del Movimento 5 Stelle. Le sua parole riportate dell’ANSA: “Io ho conosciuto Lanzalone insieme a Fraccaro e Bonafede, quando vennero in Campidoglio insieme ai consulenti del suo studio che dovevano essere a supporto della questione stadio, perchè si voleva andare in annullamento della delibera di Marino. Venendo da Genova, si diceva potesse essere stato Grillo in persona a proporci questo studio. I dubbi che mi vennero guardando il suo cv riguardavano il fatto che non avesse esperienza né da urbanista né da amministrativista. Quando ho letto che Lanzalone era stato arrestato mi si è gelato il sangue. Perchè è venuto tra noi, è venuto a consigliarci. E’ inquietante“.

Ore 18:11 – Durante una cena Parnasi ha affermato: “Lanzalone è stato messo a Roma da Grillo per il problema stadio insieme al professore Fraccaro e Bonafede”. Questo è quanto riporta l’ANSA.

Ore 18:00 – Come riporta l’ANSA Civita chiese a Parnasi un favore per il figlio: “Ti voglio chiedere una cortesia per mio figlio, tu me lo avevi detto, no? Calcolando per ragioni di opportunità, nulla che riguarda le tue società, ovviamente! Però tu mi avevi detto con qualcuno, lui si è laureato in Economia. Se ti mando il curriculum…“. La risposta dell’imprenditore: “Si, si. Non mandarmi il curriculum, mandami la mail, il numero e la mail“. Civita controbatte: “Anche la cosa piuùumile all’inizio, più umile all’inizio e meglio è“, ma Parnasi rassicura: “Tu non ti preoccupare, io ho già in mente una società molto seria, che si chiama BE Consulting“.

Ore 17:33 – Torna a parlare ufficialmente il Presidente Pallotta attraverso il sito ufficiale della Roma: “Gli arresti non coinvolgono chi si occuperà della costruzione dello Stadio della Roma e non hanno nulla a che vedere con la realizzazione dello stadio e del polo di intrattenimento circostante“.

Ore 17:04 – L’ANSA riporta come Parnasi s’informasse, attraverso Bordoni, sugli Spada: “Tu che sei di quelle parti questo Roberto Spada l’hai conosciuto?“, la risposta: “Si ma certo che li conosco! sono strozzini! Tipo Casamonica“.

Ore 17:00 – Come ripora l’ANSA Caporilli diceva: “Questo tienilo per te” a chi gli faceva notare che “levando il ponte sul Tevere (dal progetto dello stadio, ndr) si crea il caos sulla via del Mare“.

Ore 16:58 – Secondo quanto riporta l’ANSA Adriano Palozzi avrebbe detto a Parnasi: “Se io vinco vado a fare l’assessore in Regione e sono utile“, la risposta dell’imprenditore: “Come posso darti una mano? dimmi tu…“, ricevendo questa risposta: “Eh! Iniziami a dare una mano perchè veramente io sto disperato… mi serve una mano. Quanto mi serve? Lasciamo perdere, di quello che si può fa. Per la campagna elettorale a me una mano serve? Cioè mi gioco il culo!“. Parnasi avrebbe detto: “Quanto ti costa la campagna?“, Palozzi: “Mi costera’ 4/500mila euro… non e’ che costa mille lire“, venendo rassicurato dal leader di Eurnova: “Non ti lascio solo, tranquillo!“.

Ore 16:56 – Parla anche Daniele Frongia, assessore capitolino allo Sport, le sue parole riportate da Dire: “Non ho elementi per rilasciare alcuna dichiarazione sull’inchiesta relativa allo stadio della Roma. Non avendo letto le carte non ho materialmente elementi per poter rispondere a domande così precise. Ribadisco quanto detto dalla sindaca e cioè che chi sbaglia paga. Ho preso atto dell’autosospensione del capogruppo Paolo Ferrara pur ribadendo la sua totale estraneità ai fatti. Quando avrò modo di approfondire sarò in grado, come sempre fatto, di rispondere a tutte le domande. Lanzalone dovrebbe dimettersi? Non ho elementi per rispondere a domande così precise“.

Ore 16:40 – Arrivano anche le parole di Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio. Questa la sua nota: “A seguito delle notizie sull’indagine confermo, come sempre, piena fiducia nell’operato della magistratura. L’amministrazione regionale ha condotto la Conferenza dei servizi in modo tecnicamente corretto e trasparente. Nessun dirigente o funzionario regionale è stato oggetto delle misure adottate dagli uffici giudiziari. Peraltro, ricordo che proprio per consentire la massima valutazione e il controllo diffuso di questo complesso procedimento amministrativo, la Regione ha esposto ogni passaggio e provvedimento su un portale di open data (ancora oggi consultabile su www.regione.lazio.it/rl/trasparenzastadio/). Pertanto, è importante che la magistratura faccia luce su eventuali comportamenti che possono avere messo a rischio, ovvero speculato, su un investimento tanto significativo per la città di Roma. Per quanto riguarda Michele Civita, che considero da sempre un uomo onesto delle istituzioni, sono convinto che saprà dimostrare la fondatezza delle sue ragioni“.

Ore 16:10 – Nella carte dell’indagine spuntano anche 250mila euro che Parnasi, tramite una sua società, avrebbe dato all’associazione “Più voci considerata vicina alla Lega. In un’intercettazione l’imprenditore precisa “non è stata fatta per Salvini” ma per creare “un sistema di imprenditori, appaltatori“. Questo è quello che riporta l’ANSA.

Ore 16:06 – Non c’è alcuno stop formale da parte del Campidoglio al progetto Stadio della Roma, ma è ipotizzabile che l’iter di approvazione subisca dei ritardi. Questo è quanto riporta l’agenzia agi.

Ore 16:04 – Come riporta l’ANSA Parnasi e i “suoi sodaliavrebbero richiesto di avvicinare il sovrintendente Francesco Prosperetti, tramite la mediazione dell’avvocato Claudio Santini. Prosperetti è chiamato a pronunciarsi in merito alla proposta di vincolo architettonico sulle tribune preesistenti dell’ippodromo di Tor di Valle. “In tale contesto è emersa la figura dell’architetto Paolo Desideri, amico di Prosperetti e datore di lavoro della figlia Beatrice, incaricato dai componenti del gruppo imprenditoriale – pochi minuti dopo l’incontro con il soprintendente e apparentemente su proposta dello stesso – di redigere un progetto per il ricollocamento delle campate e/o della tribuna dell’Ippodromo di Tor di Valle in base a una costante interlocuzione con il soprintendente, necessaria a consentire l’archiviazione della proposta di apposizione del vincolo“.

Ore 15:41 – Secondo gli inquirenti sarebbe Parnasi il “dominus” dell’organizzazione e viene indicato come “capo e organizzatore” che “sovrintende e coordina tutte le attività dell’associazione, impartisce direttive agli altri partecipi definendo compiti e modalità operative, mantiene i rapporti con esponenti del mondo politico, istituzionale, finanziario e in genere cura in prima persona la programmazione la realizzazione delle operazioni delittuose“. Questo è quanto riferisce l’ANSA.

Ore 15:38 – I pm della Procura di Roma descrivono così l’insieme di condotte di alucni uomini riconducibili al gruppo Parnasi: “Un metodo corruttivo finalizzato a realizzare profitti al massimo grado e incurante dei danni sociali che esso provoca“. Inoltre, come riporta l’agenzia agi si evince anche la scarsa sensibilità ai “danni sociali” in relazione alla possibile eliminazione del ponte sul Tevere.

Ore 15:36 – Paolo Ferrara, capogruppo in Campidoglio del Movimento 5 Stelle, scrive su Facebook il suo pensiero: “Chi ha sbagliato pagherà. Io sono sereno ed estraneo alla vicenda perché non ho nulla da nascondere. Ho fiducia nella magistratura e spero che si faccia chiarezza al più presto. Ho deciso di autosospendermi dal M5S. Avanti a testa alta“.

Ore 15:30 – “Italia Nostra Roma, anche alla luce dell’odierna inchiesta della Procura della Repubblica di Roma, ribadisce, ancora una volta, che la scelta dell’area di Tor di Valle non era sostenibile e volerla continuamente riconfermare presentava dubbi a partire della questione della proprietà. Infatti l’Associazione ha contestato, fin dal 2014, la decisione dell’Assemblea Capitolina di votare l’interesse pubblico su un progetto da realizzare su di un’area che non era ancora nelle disponibilità del proponente”. Cosi’ in una nota Italia Nostra. “Per non parlare delle questioni tecniche e di procedimento che Italia Nostra Roma ha evidenziato sia in conferenza dei servizi regionale che nelle osservazioni alla variante urbanistica presentate nei giorni scorsi – aggiunge la nota – Tra queste quelle relative alle diverse implicazioni riguardanti in particolare la vincolistica in materia di rischio idrogeologico, quella riguardante le diverse disposizioni urbanistiche e il problema di assetto della mobilita’ non risolto. Per tutte queste ragioni Italia Nostra Roma chiede che venga bloccato il progetto in attesa che l’indagine della Procura faccia ulteriore luce sull’intera vicenda”. Lo riferisce l’Ansa.

Ore 15:19 – A parlare è il vicepremier Luigi Di Maio ai microfoni dell’Ansa“Ho contattato subito i probiviri del Movimento e ho detto di accertare tutto quello che c’è sulle persone che potrebbero essere coinvolte in questa cosa. E, per quanto mi riguarda, come abbiamo sempre dimostrato, chi sbaglia paga. E mi permetto di dire che se le accuse verso queste persone, non solo del Movimento ma in generale, dovessero esser provate, questo dimostrerebbe come la gente si rovina la vita pur avendo delle posizioni di tutto rispetto”.

Ore 15:14 – Davide Bordoni, coordinatore romano e capogruppo di FI in Campidoglio, attraverso una nota dichiara: “In merito alle notizie sullo Stadio della Roma confermo la mia piena fiducia nel lavoro della Magistratura. Per quanto riguarda la mia posizione (assolutamente marginale rispetto all’intera vicenda) sono sicuro che verrà confermata la mia estraneità ai fatti”.  Lo riporta Italpress.

Ore 12:53 – Parla il presidente della Roma James Pallotta: “Preoccupato per lo stadio? No, com’è stato detto ufficialmente, la Roma non c’entra nulla. Tutto ciò non avrà alcuna influenza, lo stadio si costruirà” (LEGGI QUI LE DICHIARAZIONI COMPLETE).

Ore 12:40 – Nel complesso sono 16 gli indagati nell’indagine del pm Barbara Zuin. Gli accertamenti sono stati condotti dai carabinieri.

Ore 12:30 –  Questo è ciò che è emerso dall’incontro con il Procuratore Paolo Ielo riguardo l’operazione condotta dai Carabinieri di Roma. Le sue parole:

“La Roma non c’entra nulla con tutta questa vicenda. Sono 16 gli indagati. La corruzione è continua nel tempo e nello spazio del gruppo Parnasi. La corruzione è sistemica. Il tutto nasce dall’indagine su Scarpellini-Marra. I reati contestati sono associazione a delinquere, traffico di influenze, corruzione, fatture false e finanziamenti illeciti. Sei di questi indagati sono in carcere, tre sono ai domiciliari. I primi sono privati, mentre i secondi sono politici. La parte forte della corruzione è il versante privato, ci sono contanti che girano e fatture inesistenti. C’è un nuovo tipo di tangente: l’assunzione. La tangente è l’assunzione o la fattura falsa. A Civita è stata fatta la promessa di assunzione del figlio nel gruppo Parnasi. A Palozzi sono state pagate fatture per 25010 euro, da stabilire invece la cifra relativa a Bordoni. A Lanzalone sono stati promessi incarichi al suo studio legale per un totale di 100 mila euro, anche se è difficile fare una stima precisa. Leoni ha ricevuto 1500 euro per una Fondazione, mentre a Ferrara è stato promesso un restyling del lungomare di Ostia, che lui avrebbe usato come merito politico. Il metodo corruttivo si basava su un forte investimento sui politici, in parte lecito e in parte illecito, quindi non sono tutti i reati i finanziamenti fatti dal gruppo Parnasi. Si trattava di una corruzione sistemica di alto livello, ma pagata come di basso livello. C’è stato il tentativo di esportazione del metodo, ci hanno provato anche a Milano ma l’assessore Maran ha rifiutato una casa che gli era stata offerta e ha detto che lì non si fa così . C’è stata anche una insensibilità sociale. Per esempio è emerso dalle intercettazioni che sul ponte dovevano essere omesse delle criticità sul traffico, derivanti dalla costruzione del ponte. Lanzalone è stato remunerato da Parnasi con incarichi opacizzati. Era di fatto un funzionario del Comune di Roma, ma riceveva soldi anche da Parnasi. Tutta la corruzione inizia da quando arriva Lanzalone a preoccuparsi del progetto”.

Ore 12:15 – In corso perquisizioni dei carabinieri nella sede della società dell’imprenditore Luca Parnasi dopo gli arresti di stamattina. Lo riferisce l’Ansa.

12.05 – L’inchiesta sullo Stadio della Roma che oggi ha portato a 9 arresti e che vede 27 indagati potrebbe portare allo stop dell’intero progetto modificato. Lo riferisce l’Ansa.

Ore 11:52 -Tra gli indagati anche l’ingegnere Daniele Leoni dell’ufficio permessi a costruire del dipartimento programmazione e organizzazione di Roma Capitale. Lo riferisce l’Ansa.

Ore 11:50 – Anche Mauro Vaglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, risulta fra gli indagati nell’inchiesta sullo stadio della società giallorossa in programma a Tor di Valle. Secondo la contestazione Vaglio “in qualità di materiale compilatore della fattura per operazioni inesistenti, al fine di consentire alla Eurnova o ad altra società del gruppo Parnasi, destinataria della stessa, di evadere le imposte sui redditi in termini di maggiore Iva a credito e maggiori costi deducibili, emetteva una fattura relativa ad attività professionale di fatto mai eseguita per l’importo di 15mila euro”.

Ore 11:45 – Questa mattina, a quanto si apprende, ci sono stati contatti tra l’Anac e la Procura di Roma in relazione alle indagini sul progetto dello stadio della Roma. L’Autorità nazionale anticorruzione chiederà di acquisire gli atti dell’inchiesta della Procura romana. Lo riferisce AGI.

Ore 11:40 – Secondo quanto si legge nell’ordinanza della Procura di Roma, al consigliere regionale ed ex assessore della giunta Zingaretti, Michele Civita, sono contestati i reati di cui all’articolo 319 del codice penale ‘Corruzione per atti contrario ai doveri d’ufficio’. Nell’ordinanza si legge: “Luca Parnasi prometteva indebitamente a Civita Pier Michele per lo svolgimento della sua funzione e per il compimento di singoli atti e comportamenti riconducibili al suo ufficio (tra gli altri informazioni sull’andamento del procedimento per l’approvazione del progetto immobiliare denominato ‘nuovo stadio della Roma’, interventi volti a sollecitare la rapida chiusura in favore della citata società -Eurnova srl, ndr- della conferenza di servizi per l’approvazione del medesimo progetto) ed in genere per l’asservimento delle funzioni agli interessi del Parnasi e del gruppo imprenditoriale a lui riconducibili in violazione dei doveri istituzionali di imparzialità e correttezza, l’assunzione del figlio, Daniele Civita, presso la società denominata B Consulting S.p.A. partner commerciale di Eurnova Srl”.

Ore 11:38 – “Adesso non mi costa molto… una volta non hai idea”. Lo dice Luca Parnasi in una intercettazione ambientale riportata nell’ordinanza di custodia cautelare di quasi 300 pagine dell’inchiesta sulla costruzione del nuovo stadio della Roma. Il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo parla di una corruzione di tipo sistemico e una di tipo pulviscolare. “E’ un investimento che io devo fare – dice Parnasi nelle intercettazioni – molto moderato rispetto quanto facevo in passato, quando ho speso cifre che neanche te lo racconto. Adesso ci sono le elezioni e io spenderò qualche soldo ma la sostanza è che ora la mia forza è che alzo il telefono…”.

Ore 11:35 – Esportare il modello di corruzione a Milano. Era uno degli obiettivi di Luca Parnasi. Il gruppo tentò infatti di corrompere l’allora assessore all’urbanistica di Milano, Pierfrancesco Maran, proponendogli l’acquisto di una casa. Un’offerta che Maran rifiutò sdegnosamente. A riferire tutto sono due uomini del gruppo in una intercettazione: “Siamo andati lì a fare proprio una brutta figura, gli abbiamo proposto un appartamento ma lui ha risposto di no dicendo che lui ‘non voleva prendere per il culo chi lo ha votato’. Qui a Roma funziona ancora perché è Roma, la rometta…” si dicono i due.

Ore 11:33 – Il d.g. della Roma, Mauro Baldissoni, ha parlato ai microfoni di Italpress. Queste le sue parole: “Non sappiamo ancora niente, lo abbiamo appreso questa mattina dalle agenzie”.

Ore 11:25 -C’e’ anche il capogruppo dei M5S in Campidoglio, Paolo Ferrara, tra i 27 indagati della inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Lo riferisce l’Ansa.

Ore 10.54 – James Pallotta, a Roma per le vacanze, è entrato all’Hotel De Russie e non ha voluto commentare in alcun modo la vicenda.

Ore 10.50 – Matteo Salvini, Ministro degli Interni e vice Premier, ha parlato in merito alla vicenda che ha scosso la Capitale. Le sue parole riportate dall’Ansa:

Chi stava lavorando allo stadio della Roma ed è stato arrestato lo conosco personalmente come una persona perbene e spero possa dimostrare la sua innocenza. C’è complicazione nel settore pubblico: il codice degli appalti, la legge contro il caporalato, il proliferare di leggi, codici e burocrazia aiuta chi vuole fregare prossimo. Un Paese più semplice è anche meno corrotto“.

Ore 10:46 – Anche Vittorio Sgarbi è intervenuto questa mattina ai microfoni di Ecg ed ha parlato degli arresti e del progetto Stadio della Roma. Le sue parole riportate dall’agenzia Dire:

Scriverò una lettera a Totti, che si era messo contro di me, ricordandogli che lo avevo messo in guardia. Può occuparsi di calcio, come il campione che è, ma faceva bene a tenersi lontano da quella immondizia dove gli interessi materiali sono oltre qualsiasi interesse sportivo. Gli dirò “Caro Totti avevo ragione io, ti sei messo in una vicenda che oggi mostra un profilo penale piuttosto grave”. Spero che questa vicenda porti alle dimissioni della Raggi, che ha sostenuto l’impresa stadio con tutto il suo cuore. Credo che con la bomba esplosa stamattina tramonti definitivamente l’ipotesi dello stadio a Tor di Valle. Le more del processo e tutto quello che è legato a questa fogna indurranno l’amministrazione a non mettersi in mezzo per riprendere un discorso che io credo fosse contaminato fin dall’origine. Mi aspetto che l’indagine scopra cose ancora più gravi. E che Totti si penta”.

Ore 10:26 – Anche il Codacons, il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ha rilasciato alcune dichiarazioni a proposito della questione. Queste le parole dell’associazione riportate da Italpress:

Lo Stadio della Roma non potrà essere realizzato, almeno per il momento, e la Procura deve disporre il blocco immediato dell’intero progetto. Di fronte alla gravità dei fatti contestati dalla Procura è evidente che lo Stadio della Roma deve essere bloccato immediatamente, allo scopo di evitare ulteriori danni alla collettività e la prosecuzione dei reati. In tal senso, in qualità di parte offesa rappresentativa degli utenti e di associazione ambientalista, presenteremo istanza urgente alla Procura chiedendo il sequestro di tutti gli atti amministrativi relativi allo Stadio, e la sospensione dell’iter per la realizzazione del progetto di Tor di Valle. I nostri timori circa lo Stadio della Roma, purtroppo, hanno trovato riscontro, a dimostrazione che l’opera non può essere realizzata senza ripercussioni negative per la collettività“.

Ore 10:17 – Il sindaco di Roma Virginia Raggi si è espressa in merito alla vicenda. Queste le sue parole riportate dall’ANSA:

“Chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della legalità. Aspettiamo di leggere le carte sappiamo che alle 12 c’è una conferenza stampa della procura al momento non esprimiamo alcun giudizio. Se è tutto regolare, spero che progetto stadio possa andare avanti”.

Ore 10.07 – L’imprenditore ed ex proprietario del terreno di Tor di Valle Gateano Papalia, arrestato questa mattina assieme a suo fratello Umberto, ha rilasciato un commento ai microfoni dell‘ANSA. Ecco le sue parole: 

Sono vittima di questa vicenda”

Ore 9:35 – Michele Civita, consigliere regionale Pd, già assessore della giunta Zingaretti, è finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma all’Ostiense. Le 9 misure cautelari, tra cui il manager Luca Parnasi e il presidente Acea Luca Lanzalone, sono state eseguite stamane alle prime luci del giorno dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma. Come riporta l’agenzia askanews, Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione, nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo impianto sportivo della Roma calcio.

Ore 9:00 – Come riporta Sky TG24, sono stati arrestati anche i vecchi proprietari del terreno di Tor di Valle, Gaetano e Umberto Papalia.

Ore 8:55 – Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, ha rilasciato alcune dichiarazioni sugli arresti nell’ambito dell’indagine sulla costruzione dello stadio dalla Roma ai microfoni di Radio Anch’io. Queste le sue parole:

Siamo molto preoccupatiNon ho informazioni particolari per fare commenti. Ribadisco la battaglia che il Movimento 5 Stelle ha fatto per far sì che la colata di cemento, che doveva cadere secondo il primo progetto del Pd, fosse enormemente limitata, e questo è stato un successo“.

Ore 8:25 – Come riporta Sky TG24, la società AS Roma non è minimamente coinvolta con gli arresti.

Ore 8:20 – Ci sarebbe anche l’avvocato Luca Lanzalone, presidente di Acea e mediatore nella trattativa del febbraio 2017 tra il Campidoglio a 5 stelle e la Eurnova per modificare il progetto dello Stadio della AS Roma, tra le 9 persone arrestate questa mattina dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Roma all’interno dell’indagine della Procura di Roma sulla costruzione del nuovo impianto sportivo in zona Tor di Valle. A riportarlo è l’agenzia Agi. 

Ore 8:15 – Come riporta l’Ansa, tra gli arrestati nell’indagine sul nuovo stadio della Roma compaiono anche il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Fi) e l’imprenditore Luca Parnasi.

Ore 8:10 – Le misure cautelari disposte dal gip nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sul nuovo stadio della Roma riguardano anche l’imprenditore Luca Parnasi e un noto avvocato d’affari. A quanto si apprende, l’inchiesta chiama in causa anche un alto esponente del Consiglio regionale.

Ore 8:00 – Nove arresti dei Carabinieri nell’ambito di un’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, su un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma. Come riporta il sito repubblica.it, i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale capitolino stanno eseguendo una misura cautelare, emessa dal gip di Roma, nei confronti di nove persone, di cui sei in carcere e tre ai domiciliari. Tra i nove arrestati ci sarebbero politici e imprenditori. Dalle prime luci dell’alba, i militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Roma stanno eseguendo la misura cautelare.