Perotti: “Tornare qui è un’emozione. Vincere un trofeo con la Roma sarebbe qualcosa da portare dentro per sempre” – VIDEO

La Roma è volata in Spagna per l’ultima tournée dell’estate. In vista del match di domani sera contro il Siviglia, valido per il trofeo Antonio Puerta, mister Eusebio Di Francesco, accompagnato dall’esterno Diego Perotti, siedono in conferenza stampa per presentare il match contro gli spagnoli. Ecco le parole dell’argentino:

Che significa tornare a Siviglia e che differenze ci sono tra il giocatore che eri e quello che sei oggi?
Per me tornare qui dopo 7 anni è una grande emozione e un grandissimo piacere. Ritrovo qui tanti amici, torno in una delle città più belle del mondo, l’ho sempre detto. Quella di domani è una partita molto bella anche in termini di impatto emotivo, per quello che significa per il Siviglia e per me è una doppia soddisfazione poter omaggiare Antonio. Sono arrivato qui che avevo 18 anni, ero un bambino, torno qui da persona adulta, da padre. Sono passati tanti anni, sono più maturo, ho più esperienza ma è sempre un piacere per me tornare in quella che  definisco la mia seconda casa. Qui sono diventato uomo, sono cresciuto da solo. Sarà una grandissima emozione domani, è davvero tanto tempo che non calco il terreno del Sanchez Pizjuan.

Come ti senti? Quali sono i tuoi obiettivi stagionali?
Dal primo giorno che la squadra ha iniziato il ritiro di Pinzolo ha iniziato a lavorare nel modo giusto cercando di assecondare quelle che erano le richieste del mister in termini di lavoro e movimenti. Naturalmente questo necessita di tempo, è cambiato allenatore, alcuni giocatori sono andati via e ne sono arrivati degli altri quindi è un processo ancora in corso ma la squadra sta lavorando bene e la preparazione è stata buona a livello fisico che è molto importante per affrontare e reggere una stagione che è molto lunga, impegnati su tre fronti, le coppe nazionali, internazionali e il campionato. In questo senso la preparazione è molto importante, per fortuna non abbiamo avuto infortuni molto significativi a parte quello di Stephan e poco altro. Gli obiettivi? L’ho sempre detto, per me vincere un titolo con questo club sarebbe qualcosa di assolutamente indimenticabile, da portare dentro per sempre. Abbiamo la squadra e un gruppo sufficientemente forte per farlo, quindi a livello personale è questo il mio obiettivo, sollevare un trofeo con questa squadra a tutti i costi e dare un’allegria a questi tifosi che ci sostengono sempre e sono anche esigenti con noi.

Non hai avuto modo di giocare con Puerta… Come ti trovi con la colonia sivigliana alla Roma?
Purtroppo non ho avuto modo di conoscerlo bene a fondo Antonio, quando sono arrivato militavo nel Siviglia Atletico, la primavera, mentre lui era in prima squadra e non mi sono allenato con lui. Non ho avuto il piacere e la fortuna di condividere lo spogliatoio con lui. In ogni caso mi hanno parlato talmente tanto bene di lui che è come se lo avessi conosciuto personalmente. Sarà davvero speciale poterlo omaggiare domani, un omaggio meritato, emotivo, per la brava persona che è stata, una persona molto amata dai compagni e dalla sua gente. Per me tornare per disputare questo torneo in sua memoria è una doppia soddisfazione. Ho avuto la possibilità di ritrovare Federico alla Roma, per me è come un fratello, siamo cresciuti insieme calcisticamente al Siviglia, sono ormai una decina d’anni che condividiamo lo spogliatoio ed è molto bello.E’ bello anche ritrovare il direttore Monchi col quale ho lavorato qui per sette anni, è stata la persona che mi ha portato al Siviglia. So che tipo di professionista è e che risultati ha ottenuto col Siviglia, l’auspicio è che possa ripeterli anche con la Roma.

Come ti trovi nel nuovo ruolo? Mahrez darebbe imprevedibilità al reparto offensivo?
Questo nuovo sistema di gioco mi piace molto, mi porta a fare movimenti diversi che in passato facevo meno, entrare più dentro, non aspettare la palla. Questo sono sicuro che mi aiuterà ad essere più vicino alla porta, fare più assist al numero 9 e calciare di più in porta, qualcosa che forse mi è mancato e su cui devo lavorare e migliorare. Ho più opzioni e non dovrò fare sempre la stessa giocata. Salah ci garantiva 15-16 gol all’anno aveva un cambio di passo importante. Monchi sta lavorando su un profilo giusto, non so se sia Mahrez, ma sicuramente farà come o meglio di Momo.

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