La Roma è volata in Spagna per l’ultima tournée dell’estate. In vista del match di domani sera contro il Siviglia, valido per il trofeo Antonio Puerta, mister Eusebio Di Francesco, accompagnato dall’esterno Diego Perotti, siedono in conferenza stampa per presentare il match contro gli spagnoli. Ecco le parole del tecnico:

A che punto è la preparazione della squadra?
Stiamo crescendo tantissimo sia dal punto atletico che tattico, la partita di domani è importante per testare la condizione, ma anche quella di Vigo lo sarà. Affronteremo l’impegno come se fosse campionato sapendo che abbiamo lavorato tanto, ma sono i momenti dove capisci la condizione della squadra. Sono soddisfatto del lavoro dei miei ragazzi.

In che cosa dovete migliorare?
Sotto l’aspetto tattico e sugli aspetti di squadra coordinati dobbiamo lavorare tanto, anche se siamo cresciuti molto, ma non mi accontento. Certe situazioni vanno ripetute costantemente. Le partite servono per far vedere le cose buone e quelle meno buone per capire meglio dove lavorare. C’è tanta strada da fare e sono contento di poter migliorare determinati meccanismi. C’è maggiore spigliatezza nella fase offensiva e in quello che richiedo, sta salendo la qualità e la condizione dei miei calciatori e potremo esprimere al meglio la fase d’attacco con maggiore continuità rispetto alle partite precedenti.

Un parere sul Siviglia?
Il mister l’ho conosciuto lo scorso anno. Il suo modo di giocare lo conosco, è diverso da quello di Sampaoli. Il Siviglia ha tradizione e qualità per essere una squadra importante sia in Europa, sia nel campionato spagnolo. Ha ottimi giocatori ed ha inserito Muriel, che conosco bene. Ha aggiunto velocità e tecnica, soprattutto in avanti. E’ competitiva sotto tutti i punti di vista.

Come commenta le scritte di De Sanctis? Si deve migliorare a centrocampo?
Non conosco la vicenda De Sanctis e per questo non mi esprimo. Allo stesso tempo non devo commentarle io perché non ne sono a conoscenza. I reparti devono migliorare tutti. Se giudicate il precampionato, dove si arriva a fare delle partite in cui c’è un lavoro importante alle spalle con dei giocatori che sono arrivati anche in ritardo, bisogna migliorare prima di tutto la condizione. Migliorandola anche in mezzo al campo miglioreremo. Non esiste un solo reparto, esiste un blocco fatto da difensori, centrocampisti e attaccanti, poi c’è il portiere che è unico. Se non funziona uno tutti soffrono. A me interessa parlare della Roma come squadra e collettivo.

Gli ex giocatori del Siviglia le hanno parlato di Puerta? Che cosa si prova a lavorare con Monchi?
Ne ho parlato principalmente con Monchi, ho visto la sua storia in televisione e ci ha toccato a tutti. Per noi è un onore partecipare alla memoria di Antonio Puerta. Lavorare con Monchi è una soddisfazione perché siamo in un grande club e ha grandissima esperienza internazionale. Da lui posso apprendere tanto, c’è un buon feeling ed è l’aspetto più importante per lavorare.