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Il Messaggero (M.Ferretti) – Da una parte Florenzi, con la fascia di capitano al braccio; dall’altra D’Ambrosio. Traduzione: in avvio due soli italiani in campo, per la “gioia” del ct Antonio Conte. Non una buona notizia per il calcio nostrano, a ben pensarci. Un dato quasi normale, però, per l’Inter; un po’ più singolare, invece, per la Roma, abituata da sempre ad unire tanti italiani a tanti stranieri. Quasi naturale, perciò, che la partita venisse stappata da un giocatore non italiano, cioè dal cileno Medel che, tirando praticamente da casa sua, e senza tutta questa forza…, ha fatto fare una figuraccia a Szczesny e ha portato l’Inter in vantaggio, con Ruediger pazzescamente nelle vesti di semplice spettatore. Due considerazioni: primo gol in Serie A di Medel, e contro la Roma questa è una ricorrenza ormai storica…, ed ennesima rete subìta dalla squadra di Rudi Garcia, incapace ancora una volta di mantenere inviolata la propria porta, cosa accaduta finora tra campionato e Champions soltanto a Frosinone. Un difetto, ormai è chiaro. Che stavolta le è costato la partita.

ATTACCO E DIFESA – Miglior attacco (Roma) contro miglior difesa (Inter), il leit motiv della vigilia. A giudicare da quanto accaduto nella prima frazione, delusione giallorossa, dato che la squadra di Garcia era reduce da una valanga di reti all’attivo. Dzeko moscio, compassato e poco reattivo, Gervinho in vena ma Salah eccessivamente fumoso e, nel complesso, una Roma un po’ addormentata, ma non una bella addormentata. La sensazione di una squadra attenta a fare il compitino ma senza tigna, senza mordente, poco stradarola e tanto (troppo) salottiera. Dall’altra parte, un’Inter cattiva, affamata.

SERATA STORTA – Poi, tanto per parlare di stranieri, è salito in cattedra lo sloveno Handanovic che, non solo in avvio di ripresa, ha neutralizzato i tiri dei romanisti e anche le svirgolate dei suoi compagni. Decisivo. Roma capace di costruire tanto, ma senza mai trovare la zampata avvelenata. E il miglior attacco del campionato? Inceppato, per la prima volta. E privo nel derby di Pjanic, espulso per un doppio giallo (ma il mani di Brozovic del primo tempo, signor Rizzoli?). Fuori Dzeko, che – a modo suo – aveva impegnato più volte il portiere dell’Inter: nonostante questo, però, Edin non ha convinto (ma c’è stato chi è andato peggio di lui, leggi Salah) dopo aver dato l’impressione di procedere con un inquietante passo al rallentatore. Esattamente ciò che non ci voleva in un appuntamento così delicato, e contro i migliori difensori della Serie A.