Il Tornatora

L’affare stadio merce di scambio: “Così Lanzalone influiva sui 5S”

di Redazione

La scalata di Luca Lanzalone, l’avvocato ligure arrivato a Roma per affiancare la sindaca Virginia Raggi e poi arrestato per corruzione, è stata fulminea. Prima è stato presentato agli ingegneri di Eurnova e a mezza dirigenza del M5S come il «referente del Comune» per il progetto del nuovo stadio della Roma. Poi è diventato «l’interlocutore di Parnasi e Baldissoni». Parola di Simone Contasta, collaboratore del costruttore finito a sua volta in manette per l’inchiesta su Tor di Valle. Come riporta La Repubblica, infine, nominato presidente di Acea, Lanzalone ha fatto leva sulla sua posizione per ripagare i professionisti a lui vicini. È questa l’accusa della procura. Ed è lo stesso Lanzalone a raccontarlo nell’interrogatorio dello scorso dicembre ai pm. «Il valore aggiunto della sua nomina derivava dalle sue capacità e dalla sua vicinanza al M5S». Messaggi del genere, prima del racconto ai pm, venivano scambiati da Parnasi e dai suoi collaboratori nella chat WhatsApp “FamoStoStadio”. Non solo i verbali degli interrogatori. Dal tribunale arrivano anche altre notizie: il rinvio a giudizio di Parnasi e altri 14 tra tecnici e politici sarà deciso in aula il 4 aprile. Intanto, mentre a Boston la Roma e Eurnova hanno stilato il contratto per la vendita ai giallorossi dei terreni di Tor di Valle, in Campidoglio le opposizioni affilano le armi. Il parere del Politecnico di Torino verrà inviato da Marco Palumbo, presidente PD della commissione Trasparenza, al Consiglio superiore dei lavori pubblici.