Il Tornatora

L’addio amaro

di Redazione

A soli due anni di distanza da quel fatidico 28 maggio, i tifosi della Roma vivranno una nuova tempesta emotiva straziante e improvvisa. Il giorno sarà il 26 maggio, l’evento l’addio di De Rossi alla Roma. La società gli ha offerto un contratto da dirigente ma lui ha rifiutato perchè si sente ancora un calciatore e aggiunge ironicamente: “Se fossi dirigente mi sarei confermato“. La scelta di non rinnovare è stata unilaterale e societaria: “Nella nostra azienda non ci sono le basi tecniche per una conferma perchè ancora non ci sono le basi per impostare un programma” spiega Fienga, CEO della Roma da poco. Ci sono stati equivoci tra Daniele e la società e questo è risultato evidente dalla conferenza stampa. Però De Rossi non prova rancore: “Non ce l’ho con Fienga e Massara, la sensazione, vista la stima reciproca, era che si potesse continuare insieme un altro anno o due, ma sappiamo che la Roma è divisa in più parti“. Il capitano romanista non è amareggiato tanto per la scelta dell’addio, quanto alla mancata comunicazione con il club tutta la stagione infatt: “A parte qualche rassicurazione di Monchi, nessuno mi ha mai chiamato“. Paradossale anche il fatto che non sia ancora arrivata una chiamata dal presidente Pallotta: “Magari in futuro parlerò anche con lui e Baldini“, dice Daniele. Il futuro quindi è da calciatore, con le porte sempre aperte da Trigoria per altri ruoli una volta ritirato. Poi una critica alla società: “La speranza è che Francesco prenda più poteri perchè oggi, e lo dico senza polemica, a Trigoria si può incidere poco“. L’eredità però, peculiarità della Roma nel tempo, è strettamente al sicuro: “Il romanismo per noi è speciale. I capitani che verranno, Florenzi e Pellegrini, garantiranno continuità“. La sfortuna di De Rossi è stato iniziare a giocare dopo lo scudetto del 2001, senza vincere mai nulla di importante con la maglia giallorossa. Il congedo da Roma ci sarà il 26 maggio dopo la partita col Parma, altra casualità che sembra una coltellata del destino. Lo riporta il Corriere Dello Sport.