La solita Rometta

Bella davanti, fragilissima dietro. Una Roma a metà inizia la stagione con un pareggio poco incoraggiante in casa contro il modesto Genoa di Andreazzoli, e si conferma un cantiere a cielo aperto, con un derby che fa paura alle porte e una settimana di mercato in cui cercare un paio di rinforzi necessari. All’Olimpico c’è un’energia diversa rispetto al finale triste della scorsa stagione. La Roma parte con sette uomini sulla linea di metà campo: è il messaggio modello zemaniano che Fonseca vuole dare innanzitutto ai suoi ma anche all’avversario. “Noi attacchiamo”. E infatti il gol arriva subito, con una bellissima azione personale di Under che subito dopo manca il bis su splendido lancio di Pellegrini. L’energia è spezzata dal gol “da polli” che la Roma concede a Pinamonti, la prima conferma di una tenuta difensiva  inesistente. Poi Dzeko, il più acclamato, “scherza” in area con Zapata & Co, e timbra il  2-1. Ma una scivolata esagerata di Juan, però, regala rigore e pareggio agli avversari. Il copione non cambia nella ripresa: giallorossi di nuovo avanti con una punizione perfetta di Kolarov a cui la “goal line technology” dà il giusto premio, ma basta un’azione scolastica del Genoa di Andreazzoli per mettere a nudo, ancora una volta, i limiti di una difesa imbarazzante. La serata ci mostra quanto sia facile far gol a questa Roma, che nonostante la spinta del pubblico e gli innesti di Pastore e Zappacosta (che scivola sul più bello) non riesce a trovare la zampata per dare un senso diverso all’avvio di campionato. Lo scrive Il Tempo.

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