La sfida di Josè: diventare Cesare

Il Messaggero (P.Mei) – Il sentimento era la rassegnazione, senza pianti. Poi improvvisamente “Dimmi cos’è” si trasforma in “Dimmi Josè“. Mourinho da Setubal, non è di quelli che “rappano” in rima, piuttosto in rima vincono. L’ha fatto a Oporto e Milano, Madrid e Londra. Mourinho è un “superInfluencer“: è bastata, dopo l’annuncio ufficiale che ha fatto impennare anche la borsa, la sua frase conclusiva di un post “DajeRoma. A Milano si era esibito con un meneghino “Non sono un pirla“.

Sa come trattare i suoi giocatori, parcheggiando, se serve, il pullman davanti alla porta, o facendo di Eto’o il terzino del giorno. I giocatori l’hanno seguito e quando non l’hanno fatto hanno seguito la loro strada. Mourinho sa come trattare un popolo: quello giallorosso è unico che ha bisogno, anche dalla tribuna, di un tribuno. L’uomo è Cesare o nessuno. Fu lui a definirsi “Special One” e fu sempre lui a tirare quel fancio dello “zero tituli“. E’ la scossa che serviva alla Roma e ai romanisti.

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