Il Tornatora

La Roma e un centrocampo che sembra un… attaccante

di Redazione

La Gazzetta Dello Sport (C.Zucchelli) – Magari non sarà il dottore a dire stavolta 33, ma Eusebio Di Francesco. Facile: escludendo Gerson, che da dicembre non ha più giocato, e Paredes, che non è sicuro di restare la prossima stagione, la Roma ha messo a disposizione del tecnico un centrocampo che vale come un attaccante, perché De Rossi, Strootman, Nainggolan e Pellegrini insieme hanno segnato 33 reti nell’ultimo anno. Corsa, inserimenti, regia, qualità ma anche feeling con la porta avversaria, quindi, con Radja superstar ­ 14 gol complessivi ­, poi Pellegrini a quota 8, Strootman a 6 e De Rossi a 5.

SOLUZIONI – Insieme offrono tante specialità: Kevin è il mancino di potenza, Daniele il rigorista, Pellegrini quello col passato da ragazzino ­da attaccante che sa tirare da lontano, Nainggolan sa fare tutto, anche se con Spalletti nell’ultimo anno e mezzo ha imparato ad inserirsi come mai aveva fatto in carriera. E, infatti, mai aveva segnato così tanto. Questa sarà un’arma che Di Francesco sfrutterà, anche se poi il belga dovrebbe giocare qualche metro più indietro rispetto al recente passato. Poco male, visto che Eusebio ha già detto come, da mezzala, possa arrivare anche «a fare 18 gol». Quattro in più dell’ultimo anno, difficile ma non impossibile, considerando il gioco a trazione anteriore che avrà la nuova Roma.

LAVORO SPECIFICO Di Francesco è uno che fa allenare molto i suoi calciatori sulle conclusioni a rete, Spalletti faceva lo stesso, ma il primo a volere che Nainggolan si specializzasse nei tiri, a Roma, è stato Garcia. De Rossi, invece, ha come Pellegrini un passato giovanile da attaccante e, soprattutto nei primi anni di carriera, lavorava molto su questa soluzione, prima di specializzarsi come regista più difensivo. Strootman, invece, arrivato a Roma calciava anche i rigori (Garcia si fidava tanto della sua freddezza), poi gli infortuni lo hanno frenato, ma in questa stagione ha ripreso confidenza con la porta avversaria.

IN AZZURRO – Confidenza che Pellegrini ha messo a punto negli ultimi mesi: 3 reti nel primo anno con il Sassuolo, 8, più del doppio, nel secondo, senza considerare poi i 4 centri (l’ultimo, splendido, è stata la rovesciata contro la Danimarca) segnati con l’Under21 in 8 partite. Un feeling con la Nazionale che ricorda quello di De Rossi, 21 gol con la maggiore, di gran lunga il miglior marcatore tra i calciatori a disposizione di Ventura. Daniele non intende fermarsi e vuole arrivare, almeno, fino al Mondiale, Pellegrini ha appena cominciato, fare un pezzo di strada insieme, con la Roma e con l’Italia, sarà già un buon modo per iniziare il passaggio di consegne. A centrocampo e anche davanti al portiere avversario.