Il Tornatora

La rincorsa. La Roma c’è e non molla

di Redazione

Corriere Dello Sport (G.D’Ubaldo) – La Roma c’è. Nonostante le cadute e le discese ardite riesce sempre a risalire. Messa da parte l’eliminazione dalla Coppa Italia, la squadra di Spalletti rivendica il ruolo di principale candidata al secondo posto e non molla la Juve, che conserva i sei punti di vantaggio. Ma chi si aspettava una Roma tramortita dopo la delusione di martedì si è dovuto ricredere. Il tecnico toscano aveva puntato alla vigilia sui valori morali della sua squadra per rimettersi in carreggiata e il riscatto è avvenuto prontamente. La vittoria al Dall’Ara è stata messa al sicuro già nel primo tempo e la Roma l’ha ottenuta senza soffrire mai, realizzando tre gol che consolidano il primato della squadra italiana più prolifica, con 103 reti complessive. Il Bologna di Donadoni si è arreso presto, vittima degli errori difensivi e non è bastato l’inserimento di Di Francesco a restituire convinzione a una squadra che sembra già in vacanza.

JUAN JESUS TERZINO – Ripartire non è sempre facile, soprattutto pochi giorni dopo essere stati sbattuti fuori dalla Coppa Italia dalla Lazio. La Roma ci ha provato subito, con buone intenzioni, ma all’inizio con poca ludicità. Spalletti si è reso conto che i principali problemi nel derby hanno riguardato la difesa e ha cercato di dare maggiore copertura al reparto, con quattro centrali in linea, due esterni come Rüdiger e Juan Jesus ai quali ha chiesto di restare molto larghi. Un modulo che ha ricalcato quello adottato con successo contro l’Inter a San Siro. Per non perdere densità a centrocampo Nainggolan è spesso rientrato per aiutare Strootman e De Rossi, recuperato in extremis. All’inizio la Roma è stata lenta, con tutti gli uomini bloccati. Nei primissimi minuti meglio il Bologna, più rapido e pronto a mettere in difficoltà i giallorossi con il contropiede. Destro è scomparso presto all’ombra di Fazio e Manolas, ma Verdi e Krejci quando sono partiti in velocità hanno creato qualche apprensione a Spalletti. Il Bologna ha avuto un’occasione fortuita, quando su cross di Verdi, Szczesny è uscito male e il pallone è rimpallato su Manolas ed è finito in angolo. Le principali motivazioni hanno spinto la Roma a cercare il gol con più insistenza con il passare dei minuti. In palio c’erano tre punti fondamentali per difendere il secondo posto, mentre per il Bologna il campionato è finito da un pezzo, con una classifica anonima. Il gol che ha sbloccato la partita è arrivato all’improvviso, alla prima azione offensiva della Roma. Sul calcio d’angolo di El Shaarawy, De Rossi ha spizzato il pallone, che è rimbalzato tra una selva di gambe ed è stato corretto di tacco da Manolas. Fazio di destro lo ha spinto in rete. Secondo gol in campionato dell’argentino, rimasto in dubbio fino all’ultimo.

PARTITA CHIUSA – La Roma dopo il vantaggio è apparsa più sicura, ha creato altre occasioni, ha preso possesso del centrocampo, dove prima Dzemaili e poi lo spigoloso Pulgar non ce l’hanno fatta a stare dietro a Nainggolan, il più bravo di tutti a fare le due fasi. Il gol del raddoppio è arrivato allo scadere del primo tempo, con Salah, che ha un conto in sospeso con il Bologna: già cinque gol al suo attivo in quattro partite giocate contro i rossoblù. Sull’azione avviata da Strootman il lancio al volo di Dzeko ha messo l’egiziano davanti al portiere, scavalcato con un morbido pallonetto. Masina ha avuto grosse responsabilità, come in occasione del primo gol. Nella ripresa l’inserimento di Di Francesco al posto dell’infortunato Verdi ha dato vivacità al Bologna. Prima ha messo in mezzo un cross per il colpo di testa di Dzemaili, poi ha colpito il palo con Juan Jesus in ritardo. La Roma si è preoccupata soprattutto di addormentare la partita con il possesso palla, che alla fine è stato del 56 per cento e ha trovato anche il terzo gol alla mezz’ora, con un grande lancio di Salah e l’assist di Perotti per Dzeko, ancora in testa alla classifica dei cannonieri con Belotti. Alla fine c’è stata gloria anche per Totti, al quale Spalletti ha concesso gli ultimi cinque minuti, giusto il tempo di ricevere la standing ovation anche al Dall’Ara.