La piramide, il Faraone e quella perla con il destro

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La Gazzetta dello Sport (A. Frosio) – Hashtag Piramide. Con un post sui suoi profili social, Stephan El Shaarawy ha spiegato la sua esultanza – a prima vista pure un po’ equivoca – dopo il primo dei suoi gol all’Empoli. Quello bellissimo, con controllo e destro a giro morbidissimo finito sotto la traversa, a conclusione di un’azione perfettamente congegnata per mandare in tilt la difesa di Giampaolo: Perotti falso nove che rientra, batteria di trequartisti tra le linee per costringere la retroguardia avversaria a scappare e concedere lo spazio necessario al Faraone per preparare la perfetta conclusione. Per lo sviluppo dell’azione e soprattutto per l’esecuzione magistrale del 22 della Roma, El Shaarawy si guadagna la perla della settimana, già la seconda da quando è tornato in Italia per vestire il giallorosso: ne aveva pescata un’altra un mese fa, con quel gol di tacco al Frosinone. E allora l’esultanza, quella piramide formata con le mani, assume un significato ancora più chiaro.

LA RINASCITA – «#Simbolo, #forza, #ambizione» erano le altre parole chiave del messaggio social di Stephan, ancora più calato nelle proprie radici egiziane. Proprio nella simbologia degli antichi egizi, la Piramide rappresentava il veicolo attraverso cui lo spirito del Faraone poteva raggiungere gli Dei e farne parte: un’ascesa, insomma, e non si può negare che sia proprio quello che sta succedendo nella nuova vita italiana di El Shaarawy. Rinascita, anche. Dopo due stagioni e mezza da promessa mancata, tanti problemi fisici al piede, addirittura la brutta sensazione, a dicembre scorso, di essere senza futuro: scaricato dal Monaco che non voleva riscattarlo (mandando su tutte le furie Galliani che già pensava di poter mettere a bilancio i 13 milioni della cessione), senza posto al Milan che non voleva riprenderselo. Poi la chance-Roma, come lui in crisi dopo il passaggio da Garcia a Spalletti. Per restare ai simboli: moltiplicate due «meno» e il risultato sarà un «più». Così, inaspettatamente, in maglia giallorossa El Shaarawy sembra ancora quell’enfant prodige che in rossonero, stagione 2012-13, nel girone di andata segnò 14 gol e in Champions regalò una perla brillantissima contro lo Zenit a San Pietroburgo (accelerazione, resistenza al contrasto spalla a spalla col difensore, tunnel e destro alle spalle del portiere). Intanto, oltre ad aver contribuito al rilancio della Roma in zona Champions, con due perle sta già scalando la classifica generale, avendo agganciato il Papu Gomez al quinto posto, alle spalle del quartetto Insigne-Dybala-Pogba-Higuain.

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