La difesa a tre a oltranza e la pressione su Mayoral: così la Roma è andata in tilt

Corriere della Sera (L. Valdiserri) – Molti addetti ai lavori hanno innalzato lodi a Paulo Fonseca quando è passato dalla difesa a 4. Il gran numero di centrali di buona qualità e le caratteristiche di Karsdorp, Spinazzola e Bruno Peres l’hanno convinto a una scelta “di buon senso”. L’ideale per una squadra di professionisti e con alte ambizioni, però, è sapersi adattare alle situazioni. Fonseca, invece, è diventato un profeta della difesa a 3 anche contro la realtà dei fatti.

Nelle ultime due partite di campionato contro Benevento e Milan si è trovato di fronte a una vera emergenza nel reparto difensivo: fuori Smalling, Ibanez e Kumbulla. C’erano tutti i motivi per tornare alla linea a 4, scegliendo uno tra Cristante, Fazio e Juan Jesus da affiancare a Mancini. Fonseca ha invece preferito far giocare fuori ruolo Spinazzola a Benevento e ha confermato Fazio contro il Milan nonostante l’argentino fosse andato molto male già contro la squadra di Pippo Inzaghi. 

Non è un caso che Pioli abbia sempre raddoppiato Villar e lasciato invece libero Fazio di impostare. Contro la Fiorentina, in una partita che adesso la Roma deve vincere a tutti i costi, Fonseca potrebbe riavere Kumbulla e ricostituire una linea a tre più credibile.

Hanno assunto importanza anche due altri casi: il portiere e il centravanti. Secondo indiscrezioni, Mirante potrebbe prendere il posto di Pau Lopez domani sera. Dzeko si è infortunato in Europa League, ma al 99% sarebbe comunque andato in panchina contro il Milan. Il rapporto tra Fonseca e il bosniaco è definitivamente incrinato. Borja Mayoral, però, sembra più insicuro adesso che è titolare di quando era una riserva rampante. Tanto che non è da escludere, anche in tempi brevissimi, Mkhitaryan “falso nueve” come contro il Genoa, quando l’armeno segnò una tripletta.

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