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Kolarov: «Dai Roma, vinciamo»

di Redazione

Corriere dello Sport (R.Maida) – Sul braccio destro ha un tatuaggio quasi profetico che spicca tra gli altri disegni: un cuore giallorosso. Quando l’ha individuato, non pensava che avrebbe mai giocato nella Roma. Ma adesso che c’è, Aleksandar Kolarov è convinto di aver chiuso il cerchio della carriera. L’Italia per Kolarov è un traguardo personale. «E’ stato tutto molto veloce – spiega dal ritiro di Boston al canale della società – Monchi mi ha telefonato la settimana scorsa, ci siamo parlati molto chiaramente. E l’accordo è stato trovato in due minuti perché tutti e due volevamo la stessa cosa. Del resto il campionato italiano è di nuovo competitivo, ha recuperato i fasti di un tempo».

OBIETTIVIGuardiola lo ha lasciato andare a malincuore, il Manchester City gli ha tributato un visibile omaggio social. Di Francesco lo ha già provato tra i titolari e lo farà debuttare domani sera a New York contro il Tottenham: «Se ho scelto di giocare nella Roma è perché voglio vincere. Intendo aggiungere altri trofei alla mia bacheca. Gli obiettivi di una squadra come la nostra devono essere alti. Ragioniamo con ambizione e vedremo dove saremo alla fine». Ha riabbracciato un vecchio amico, Edin Dzeko: «Mi ha raccontato solo cose belle della Roma. Non ci siamo mai persi di vista e per me è un motivo di soddisfazione giocare ancora con lui».

POLEMICHE – Da lontano ha seguito con indifferenza il dibattito sul suo passato laziale, che ha creato discussioni tra i tifosi di tutte e due le squadre romane. Con l’esperienza di qualche capello grigio in più rispetto al 2010, anno del trasferimento a Manchester, Kolarov non si sottrae: «Non posso e non voglio negare il mio passato. Però in questo momento sono alla Roma. E come ho dato il 100 per cento alla Lazio darò più del 100 per cento alla Roma. La Lazio è stata una bella esperienza ma da oggi in poi loro saranno miei rivali sul campo».