Il Tornatora

Pastore errante. Infortuni ed equivoci tattici, l’argentino è un caso che scotta

di Redazione

Stavolta tocca a Javier Pastore passare per la gogna social che nelle ultime ore è aumentata, visto il misterioso infortunio al solito polpaccio destro. E’ lo stesso che gli ha tolto 100 giorni di attività negli ultimi tre anni. Oltre ai dilemmi tecnico-tattici legati al ruolo e alle polemiche sui costi dell’operazione, quindi, si aggiunge la paura sulle condizioni fisiche. Come riporta Leggo, nelle 7 stagioni al Psg l’argentino è stato in infermeria per un totale di 407 giorni, saltando 76 partite. Facendo un rapido calcolo, si tratta di ben 2 campionati a causa di tutti quegli infortuni che gli sono valsi il soprannome di ‘Uomo di vetro’. I problemi al polpaccio destro sono iniziati nel dicembre del 2014 quando Pastore saltò 7 partite sul finale di stagione. Le vere rogne iniziano nel 2015-2016. Dopo le prime tre partite di Ligue 1 il polpaccio torna a pizzicare e lo stop sarà lungo due mesi esatti. Poi le cose vanno addirittura peggio: dal 21 gennaio 2016 fino al 13 febbraio 2017, El Flaco resta lontano dal campo per ben 177 giorni e 36 partite a causa di 9 infortuni. Escludendo gli ultimi due mesi di stop dovuti alla rottura del legamento crociato, gli altri giorni (111) in infermeria derivano tutti da problemi muscolari in gran parte al polpaccio. Nel 2018 stessa solfa. A quel punto il Psg decide di farlo curare all’estero: prima a Madrid e poi in Cina, dal famoso fisioterapista brasiliano Eduardo Santos. La cura in Cina funziona e, dopo un altro stop tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, Pastore non si ferma più, fino a due giorni fa.