Il Tornatora

Lazio, conferenza Inzaghi: “Veniamo da una profonda delusione. Ad agosto era impensabile trovarci con gli stessi punti della Roma” – VIDEO

di Redazione

Simone Inzaghi, tecnico della Lazio, ha parlato in conferenza stampa prima della gara contro la Roma, in programma domenica sera alle 20.45 allo Stadio Olimpico. Ecco le sue dichiarazioni:

Difficilmente si va avanti guardando indietro, state soltanto guardando avanti?
Quello è normale, domani abbiamo un partita importantissima che vorrà dire tanto sulla classifica e viene dopo due giorni da Salisburgo, da una profonda delusione, da una qualificazione che era lì a portata di mano ma che poi non è avvenuta.

Come sta la squadra mentalmente oltre che fisicamente?
Mentalmente è normale che la delusione di giovedì è grandissima, abbiamo visto che avevamo la partita in mano, non avevano rischiato praticamente nulla, e paradossalmente il gol di Immobile secondo me ci ha fatto perdere un pochettino di lucidità. In quel momento abbiamo preso l’1-1 e poi due autoreti. Nel calcio quando si subiscono due autoreti solitamente si perde. La cosa che mi è dispiaciuta di più è che la squadra in questi due anni ha dimostrato di rimanere sempre lucida invece da quando è subentrata la seconda autorete abbiamo perso lucidità perché abbiamo avuto un po’ di paura. Sono convinto che nello sport, come nella vita, le delusioni aiutano a crescere. Questa sicuramente aiuterà la mia squadra a crescere ma è normale che ci dispiaccia tanto perché avevamo la semifinale a portata di mano. Sono contento che domani ci sia una grande partita e sono sicuro che la squadra farà una prestazione di alto livello.

Nelle ultime sette partite bisogna mettere il cuore oltre l’ostacolo?
Io penso che i miei ragazzi il cuore l’hanno sempre messo. Ieri ho ringraziato i ragazzi, quando siamo rientrati, per la stupenda cavalcata che abbiamo fatto in Europa. Ho detto ai miei ragazzi di non dimenticarsinche siamo l’unica squadra che ha alzato un trofeo, che in classifica siamo appaiate con Inter e Roma che probabilmente alla vigilia sono state costruite per vincere lo scudetto e invecesono lì con noi a lottarsi la Champions. Ho detto quindi ai miei ragazzi di non dimenticarsi delle grandissime cose che abbiamo fatto. Questa è una macchia profonda che non situò cancellare perché nel calcio non si può tornare indietro ma la mia squadra mi ha sempre dato tutto e una macchia non può cancellare 8 mesi meravigliosi di questi ragazzi.

Quanto influisce la partita di Salisburgo sulla formazione di domani?
Per la formazione ho visto in questi sette mesi, con la coppa il giovedì pensare ad una formazione adesso probabilmente un’idea ce l’ho ma bisogna vedere come recuperano i ragazzi. Al di là della formazione mi interessa lo spirito con il quale la squadra scenderà in campo che deve essere vincente. Abbiamo più di 24 ore, un allenamento oggi pomeriggio, una sgambatura domattina e poi cercherò di mettere la migliore formazione possibile campo.

Che Roma ti aspetti tatticamente?
Non so quello che può fare Di Francesco. Noi siamo pronti per ogni soluzione tattica, sia se giocherà normalmente con il 433 sia come ha giocato martedì con il Barcellona, con il 3412 che a volte diventava a 3421 o 343 se i due esterni erano larghi. Vedremo ma al di là della Roma, mi interessa dei miei ragazzi perché hanno dimostrato che possono giocarsela con tutti, contro grandissime squadre ce la siamo sempre giocata alla grande.

Quanto influirà il fatto di avere meno giorni di preparazione?
Loro hanno giocato martedì e noi giovedì, loro in casa e noi in trasferta ma non penso tanto perché giocare il derby è una delle cose più belle che possono capitare ad un giocatore. Avremo il nostro stadio, giocheremo in casa noi. Non saremmo soli, avremmo i nostri tifosi che ci daranno energia quando in qualche momento ci mancherà.

Come stanno gli esterni?
Ieri ci siamo visti, Marusic sta bene, Lulic, Lukaku, Patric e Basta, che ha chiesto il cambio a Salisburgo, sono da valutare ma come ho detto spero di recuperare tutti i giocatori per avere l’opportunità di scegliere. Gli uomini che andranno in campo non mi preoccupano, la cosa che mi interessa è la mentalità. Mancano le ultime 7 partite. Si parte da zero in classifica, siamo stati grandissimi per 31 partite però adesso arrivano quelle più importanti.

Quali sono le contromisure che la Lazio prenderà contro la Roma?
All’andata perdemmo 2-1 con un rigore e con un gol che regalammo noi in uscita. Fu una partita secondo me giocata alla pari ma che alla fine perdemmo. Dobbiamo cercare di non commettere errori, di fare una partita importante, ci giochiamo tanto. E’ inutile nascondersi, è una partita fondamentale per il nostro cammino, per la classifica ma siamo estremamente concentrati e contenti di giocarcela a pari punti con la Roma. Ad agosto era impensabile trovarci con gli stessi punti di Roma e Inter. Non abbiamo rubato nulla, anzi probabilmente avremmo meritato qualche punto in più, ma la classifica è questa, dice così e quindi affronteremo la gara con un grandissimo spirito.

Ti preoccupano tutti questi gol subiti?
Si è normale. Bisogna cercare di lavorare, dobbiamo cercare di ridurre gli errori. Domani cercheremo di difenderci nel modo migliore e di attaccare la Roma dove sappiamo.

Come sta Milinkovic?
Milinkovic giovedì stava facendo una grande partita con i propri compagni ma dal momento che ho deciso di mettere Felipe Anderson ho preferito lasciare in campo Luis Alberto perché Milinkovic veniva da due partite consecutive e volevo un po’ più di palleggio. Sull’azione del possibile 2-1 di Luis Alberto, è partito il contropiede dove abbiamo preso il gol. Gli episodi hanno fatto la differenza, io non credo in fortuna e in sfortuna perché la fortuna va cercata. In 57 minuti non avevamo subito tiri in porta. Abbiamo fatto il gol e il pareggio dopo un minuto ci ha tolto qualche certezza, le due autoreti hanno fatto subentrare un po’ di paura e poi abbiamo perso lucidità per provare una reazione che non c’è stata negli ultimi 15 minuti a Salisburgo.

Lei pensa che ci sia una favorita per questa gara? Di Francesco ha detto che nel derby si annulla tutto…
Penso che abbia detto bene Eusebio. Di derby ne abbiamo giocati tanti da giocatori adesso ne abbiamo fatto diversi da allenatori. Non c’è una favorita, loro ci arrivano con un passaggio del turno, noi con un’uscita ma gli stimoli sono altissimi per tutte e due le squadre. Come ho detto prima sono sicuro che la mia squadra farà la partita e dobbiamo cercare di far girare gli episodi dalla nostra parte.

Qual è la lezione che portate a casa da Salisburgo? Domani cambierai modulo e passerai alla difesa a 4?
Per il modulo penso che la squadra sa che a volte si può cambiare. A volte ho cambiato a gara in corso, a volte dall’inizio. Per domani valuteremo le due sedute che mancano. Dalle grandi sconfitte si possono trarre grandi insegnamenti ma non è sempre una sconfitta che ti dà quella spinta, ricordiamoci che siamo partiti con la Supercoppa ad agosto, con una grandissima vittoria ed è lì che è partita la cavalcata di questi ragazzi. Le previsioni ad inizio campionato non davano la Lazio nelle prime 8, adesso siamo tra terzo, quarto e quinto posto dal 20 di agosto. Le grandi delusioni aiutano a crescere ma anche le grandi vittorie. Penso che la stagione di quest’anno sia partita con una grande vittoria che è la Supercoppa dove la Lazio ha scritto il suo nome nell’albo e rimarrà scritta per sempre.

Qual è la critica che ti ha fatto più male da Salisburgo? Sacchi ha detto: “Di Francesco più europeista e Inzaghi più italianista”…
Probabilmente sarebbe stato diverso se non fossimo usciti giovedì, se non ci fossero state due autoreti, se non ci fossero stati tanti fattori che hanno portato alla nostra eliminazione. Siamo arrivati ai quarti non rubando nulla ma meritando. Avevamo la semifinale a portata di mano ma è passata. Alle critiche sono abituato, sono tanti anni che sono qua, è normale. Dopo il cambio, se avessimo segnato sarei stato bravissimo, abbiamo sbagliato un gol sono ripartiti loro e hanno trovato il vantaggio, sono cose che nel calcio ci sono, so da dove provengono, ma il saluto dei nostri tifosi alla fine che ci hanno applaudito, che hanno apprezzato il cammino dei miei ragazzi che da due anni a questa parte non hanno lasciato nulla di intentato ma hanno affrontato alla pari corazzate che a detta di tutti, alla vigilai, sarebbero state davanti a noi, è la cosa più importante. Adesso si azzera tutto, mancano 7 partite, si inizia un mini torneo e la più importante è domani. Dovremmo cerare di interpretarla nel migliore dei modi.

Felipe Anderson l’anno corso contro la Roma fu decisivo, che ruolo avrà domani?
Sarà della partita, non so se dall’inizio o se dalla panchina. Sono molto contento di quello che sta facendo Felipe perché è rientrato dall’infortunio nel migliore dei modi anche se inizialmente non riusciva a capire alcune cose, il suo ruolo nella squadra. Poi ha capito che giocando dall’inizio o partendo dalla panchina è sempre una risorsa importante. Ha sempre un atteggiamento propositivo verso noi dello staff e verso i suoi compagni. Sono molto contento di quello che sta facendo e sono convinto che in queste ultime sette partite sarà una delle nostre armi migliori.