Il Tornatora

Inter, Spalletti: “Non siamo stati bravi ad attaccare e rimanere in ordine. Il risultato va bene” – VIDEO

di Redazione

Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter, al termine della gara contro la Roma ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole:

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Quanto vi avvicina il risultato all’obiettivo? Lautaro è la prima scelta?
Il risultato lascia le cose invariate da un punto di vista di possibilità. Magari ora c’è una partita di meno ma quando giochi in casa devi provare a vincerle. Fra Lautaro e Icardi ho scelto così perché si è allenato bene e stava bene quando poi si è infortunato. Ha potenzialità come si è detto, magari vedendo che la partita mano a mano come è successo nel secondo tempo va ad essere presa più in mano, avere una punta fresca che ha le caratteristiche di Mauro diventa più importante. Valutando più cose ho fatto questa scelta. Grande prestazione in regia di Borja Valero.

Roma impaurita, perché fuori Lautaro?
Non solo come costruzione di gioco e regia, Borja ha fatto una grande partita anche in fase difensiva. Lautaro, se proprio bisogna fare questo giochino del tornare indietro, era rientrato a metà dell’altra settimana con un infortunio grave ed è stato due o tre volte lì a stretchare, perché dobbiamo fargli fare male? Se poi si fa nel sei riperde e si ha ancora delle partite da giocare. Ha giocato 70′-75′. Quello che poteva essere fatto era di mettere Keita dentro il campo e Joao Mario sull’esterno come ha fatto la scorsa partita perché Keita è uno da palla sui piedi con le spalle girate verso la linea difensiva, questo sì che lo potevo fare. Però Politano ha fatto faticare Kolarov che è uno che legge bene tutto ma magari sulla velocità pura poteva concedere qualcosa, ogni volta andavamo a sinistra perché Asamoah scendeva bene e non siamo riusciti ad andare sulla destra.

Nainggolan ha fatto fatica, problema fisico o psicologico?
Sono d’accordo con lei, l’abbiamo sostituito perché non riusciva a imporre le sue qualità, non so quale fosse il problema, ma ha fatto poco.

Nainggolan bloccato, Perisic ha reagito, lui no. Come se la spiega?
Lui ci teneva a questa partita, tutta la settimana si era allenato bene e a volte il sistema emotivo, la condizione mentale ti dà l’effetto contrario quando ti pone davanti ad una cosa a cui tieni molto. Ci teneva moltissimo. L’ho lasciato nel secondo tempo qualche minuto per capire se fosse un secondo tempo diverso.

SPALLETTI A SKY

Risultato giusto?
Sì, ci sono state occasioni per noi ma abbiamo lasciato spazi e non siamo stati bravi ad attaccare e rimanere in ordine. Non riusciamo a farlo, rimaniamo aperti con i terzini, in fase difensiva c’è sempre un problema. Come risultato va bene, la Roma si è abbassata molto dopo il vantaggio, con i piedi sulla linea difensiva. Erano a 10 metri dall’area, spazi non c’erano. Ci hanno lasciato il giro palla che tende ad allargare i terzini. Dzeko tiene palla e la porta sempre dalla parte opposta da dove la riceve perché trova il vuoto. Nel secondo tempo siamo stati più ordinati, abbiamo avuto più pazienza. Il rischio era che per andare a pareggiare andavamo a fare ancora più confusione. Siamo stati ordinati e siamo andati a scavare quello spazio che ci ha portato al gol…

Il Perisic della ripresa…
A volte quando riceve sulla trequarti porta dietro la palla, poi ha letture dove mette soggettività. E’ un calciatore che ci fa comodo, rientra e alza il livello di squadra. Contro la Roma ci serviva altezza, vanno trovati in tante cose gli equilibri. La Roma ha fatto una buona partita ma potevamo fare meglio essendo più cinici, abbiamo perso tanti palloni non dal livello dell’Inter.

Cosa vi serve per essere più efficaci?
Mantenere le due piazzole alte, permettendoci di fare quel giropalla per trovare l’uomo esterno sulla trequarti. Serviva più precisione, qualità e velocità nella trasmissione dei passaggi nel traffico. Loro si abbassavano con due mediani, a volte anche con 3 giocatori. Nel secondo tempo si sono messi 4-3-3. Quando riconquistano palla, se riescono ad aprirsi diventa difficile perché hanno velocità sugli esterni e qualità in attacco.

Potevate facilitare l’1 contro 1…
D’Ambrosio doveva fare più il guardiano, ha costretto Politano ad andare troppo sotto i difensori. Nella ripresa entrava più nel campo, giocando quasi da mediano destro, e li teneva fuori qualcuno. Nel secondo tempo ho tenuto i terzini più centrali, così la punta esterna ha più possibilità di fare 1 contro 1.

Come sta il nostro calcio?
Ci vuole una strada, fare un percorso. Essere persuasivi su che calcio si vuol fare con i calciatori. Sento che non va passata palla al portiere, ma se il portiere non ha piedi buoni non gioca in grandi squadre, si cercano portieri con piedi da trequartisti. Il nostro calcio per me sta abbastanza bene, dipende il momento in cui vai ad affrontare le competizioni. Nell’anno si passano più situazioni. Quando abbiamo beccato il PSV potevamo vincerla a dicembre, mentre non potevamo farlo con l’Eintracht. Col PSV eravamo arrivati in condizione, pur avendo solo 18 tesserati. Questo a volte ti incide pure sul campionato. Ma il nostro calcio sta bene, ci sono allenatori giovani che hanno un modo di allenare ben preciso. Poi si vince e si perde in tanti modi, ma serve una strada da seguire dove sei convincente per il modo di lavorare con i calciatori.