Il Tornatora

Inter, Ljajic: “Lasciare Roma è stato difficile, ma ora sono contento qui. Sabatini sapeva che volevo restare in Italia”

di Redazione

ljajic

L’ex giallorosso, Adem Ljajic, sabato sera affronterà per la prima volta i suoi vecchi compagni a San Siro. Questo un estratto dell’intervista che l’attaccate serbo ha rilasciato al Corriere dello Sport:

Ljajic, quella di quest’anno è la Roma più forte delle ultime stagioni?
«Sicuramente è un’ottima squadra, con tanta qualità e giocatori che possono fare la differenza in qualsiasi momento. Loro sono forti, ma noi non siamo da meno. Vogliamo batterli».

Chi toglierebbe ai giallorossi?
«Pjanic, un vero fuoriclasse e un grande amico».

Più bravo Ljajic o Pjanic a calciare le punizioni?
«In questo momento lui è il migliore di tutti, un vero fenomeno».

Come sono stati i suoi anni a Roma?
«Due stagioni bellissime che non dimenticherò mai. Mi sono trovato bene con tutti i miei ex compagni e sono nate amicizie che dureranno tutta la vita. Lasciare Roma è stato difficile, ma ora sono contento all’Inter».

C’è un ricordo particolare che si porta dentro di lei con la maglia giallorossa?
«Il gol nel derby contro la Lazio, su rigore. Segnare in quell’incontro ha un sapore magico».

Ha rimpianti?
«Siamo andati vicini a vincere, ma non ci siamo riusciti. Avevamo un’ottima squadra e siamo arrivati due volte secondi perché la Juventus era devastante, più forte di tutti».

Tra i bei ricordi anche l’aver avuto come compagno Totti?
«Ci lega un grande rapporto perché Francesco è prima di tutto una persona fantastica. Sono felice di aver giocato con lui: come calciatore non si può discutere perché è il più forte italiano che ho visto».

A giugno spera di essere riscattato dall’Inter?
«Non penso tanto al futuro. Sono qua perché mi volevano Mancini e l’Inter, una delle squadre più forti al mondo. Al termine del campionato vedremo quello che succederà».

Dove poteva andare la scorsa estate, prima di firmare per l’Inter?
«Mi hanno cercato diverse formazioni, ma un giorno ho parlato con Sabatini e gli ho detto che se avessi lasciato Roma, avrei voluto restare in Italia».