La caviglia destra, quella che in campo praticamente non usa mai considerando che è un mancino totale e naturale, ieri gli faceva ancora male. Era gonfia. Tanto, troppo. È andato a Trigoria, si è fatto visitare, ma per sapere qualcosa in più Erik Lamela dovrà aspettare altre 24 ore. Sperava di fare già ieri gli esami strumentali, l’argentino, e invece, visto il gonfiore del piede, la risonanza è stata rimandata a oggi. Probabilmente già in mattinata, o al massimo nel primo pomeriggio, l’argentino andrà al campus biomedico di Trigoria per capire se, oltre alla distorsione, c’è anche una lesione capsulo legamentosa che i medici ieri hanno soltanto ipotizzato.
I problemi alla caviglia poi gli ricordano un periodo buio: un anno fa, subito dopo il termine della stagione col River e prima di venire alla Roma, Lamela ha giocato un Mondiale Under 20 con la caviglia sinistra infortunata. Non si allenava, passava le giornate a fare fisioterapia, spesso da solo, e poi giocava le partite. Emblematica una frase del suo allenatore in quei giorni: «Fatica a camminare oggi, ma domani riuscirà a giocare». Quando è sbarcato a Trigoria le condizioni del suo piede erano pessime, tanto che per vederlo in campo la Roma ha dovuto aspettare fino al 23 ottobre, giorno dell’esordio contro il Palermo. La cosa ha mandato su tutte le furie Sabatini, che addirittura aveva pensato a reclami ufficiali contro la federcalcio argentina, ma poi si era deciso di chiudere un occhio anche per mantenere i buoni rapporti coi sudamericani. Stavolta, ovviamente, la situazione è diversa. Stavolta, altrettanto ovviamente, Lamela verrà curato subito e nel migliore dei modi, con la speranza che gli esami di oggi non confermino le previsioni di ieri.
Il Romanista – Chiara Zucchelli